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Strage Viareggio: Comune assente, vittime arrabbiate in corteo

Da Viareggio sono arrivate molto presto decine di persone, per lo più familiari delle vittime e scampati alla strage, per seguire l’udienza. Entrando all’interno del Centro congressi hanno dato vita ad un improvvisato corteo, aperto da uno striscione che recitava, “Viareggio 29 giugno 2009. Niente sarà più come prima”, mentre altri striscioni e cartelli con le foto delle vittime sono stati appesi alla recinzione esterna del padiglione in cui si svolge l’udienza.
All’udienza si sono presentati anche il presidente della provincia di Lucca Stefano Baccelli e i rappresentanti dei comuni di Pietrasanta, Serravezza, Camaiore e Forte dei Marmi. Assente invece il rappresentante del comune di Viareggio, attualmente commissariato. Un’incomprensibile assenza – neanche un vigile con la fascia del comune – che ha fatto infuriare i rappresentanti del comitato delle vittime della strage. ”Il commissario Domenico Mannino – ha spiegato Daniela Rombi, presidente del comitato ‘Il mondo che vorrei’ e madre di una delle vittime – ha detto che non vuole urtare la corte ma che é con noi con il cuore. Non so cosa vuol dire urtare la corte”. La stessa Rombi, parlando con i giornalisti ha detto: ”Vogliamo giustizia per le 32 persone che non ci sono più ma vogliamo anche che fatti del genere non accadano ancora. Chi ha responsabilità deve pagare e bisogna cambiare questo sistema marcio in cui non si spende nella sicurezza”.

“Ero tra i volontari che hanno prestato i primi soccorsi la notte della strage in via Ponchielli e il ricordo dopo quattro anni é ancora vivo” ha raccontato, visibilmente commosso, uno dei soccorritori arrivati sul luogo della strage quella notte del 29 giugno del 2009 all’arrivo dei familiari delle vittime. “Scavando tra le macerie – ha raccontato Federico Pedonesi – trovai la foto del matrimonio del figlio di Roberto e gliela portai. Lui abbracciandomi mi disse ‘bisogna farci coraggio’ e fu lui a farmi forza in quel momento così difficile”.

Lo scorso 20 dicembre, la Procura di Lucca ha chiesto il rinvio a giudizio di 32 persone fisiche (tra cui l’Ad di Fs Mauro Moretti) e 9 persone giuridiche, tra cui società del gruppo Ferrovie dello Stato. La Procura guidata da Aldo Cicala ipotizza, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario colposo, lesioni colpose, incendio colposo, omicidio colposo plurimo e violazione delle norme antinfortunistiche. 

Il gip Alessandro Dal Torrione ha fissato già 8 date per l’udienza preliminare. Oggi, tra l’altro, saranno presentate le richieste di costituzione di parte civile e poi ci sarà probabilmente ‘battaglia’ sulla perizia tecnica uscita dall’incidente probatorio.

Il procuratore capo di Lucca Aldo Cicala si dice convinto di poter ribaltare la perizia dei consulenti del Gip uscita dall’incidente probatorio disposto nell’ambito del procedimento. L’incidente probatorio (a cui avevano partecipato oltre 340 parti) era stato disposto dalla Procura per svolgere accertamenti non ripetibili sulla cisterna esplosa, sulle rotaie e sulla rete. La perizia consegnata alla fine dell’atto dai periti del Gip Dario Vangi e Riccardo Licciardello sostiene, tra l’altro, che a provocare lo squarcio nella cisterna fu la cosiddetta ‘piegata a zampa di lepre’, un pezzo non sostituibile dello scambio. Una ricostruzione contestata da Procura e parti civili, secondo cui la rottura fu causata da un ‘picchetto’, una componente di vecchia concezione della rete ferroviaria. Il pm Giuseppe Amodeo aveva anche chiesto la ricusazione per Licciardello, per incarichi che avrebbe avuto in passato da società del Gruppo Fs. Ma il Gip aveva respinto l’istanza. ”La consulenza del professor Paolo Toni – ha detto Cicala – ha ribadito punto per punto gli elementi che dimostrano che le cose sono andate diversamente” rispetto a quanto sostengono i periti del Gip. ”I giudici valuteranno – dice Cicala -. La perizia dei periti del Gip sostiene che la causa principale della rottura della cisterna é stata la cosiddetta piegata a zampa di lepre, per noi é stata provocata dal picchetto”.

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