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La Grecia presenta il suo piano alla Trojka. Smentite voci su dimissioni di Varoufakis

Ultim’ora. “Prosegue il dialogo tra greci e Brussels Group, in modo costruttivo, ma ancora non ci siamo e serve ancora del lavoro aggiuntivo della missione ad Atene”: cosí il portavoce della Commissione Ue.

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Il governo greco ha consegnato venerdì scorso la lista di misure che verranno adottate e sulle quali però incombe nuovamente il verdetto dell’Eurozona. Il governo ha incluso misure volte ad aumentare le entrate fiscali di 3 miliardi di euro quest’anno.  

Tra le misure indicate figurano l’aumento delle tasse per la vendita di alcuni beni, ma il mantenimento di basse imposte sui prodotti alimentari; combattere l’evasione fiscale con sanzioni contro il mancato pagamento o per una dichiarazione dei redditi fasulla; combattere il mercato nero dei carburanti; i controlli sui nomi degli evasori fiscali della lista Lagarde e i trasferimenti di soldi all’estero; congelare le pensioni anticipate, consolidare i fondi di previdenza, creare un fondo nazionale; continuare con alcune privatizzazioni; incoraggiare l’emissione di scontrini fiscali legandoli alla partecipazione di lotterie.

Il premier greco Tsipras ha aperto verso due richieste della Trojka come l’aumento dell’Iva (misura precedentemente ripudiata dal ministro dell’Economia Yanis Varoufakis), e il mantenimento della tassa sulle abitazioni che Tsipras aveva promesso di abolire. Nel suo discorso di insediamento, il premier Tsipras aveva detto che la tassa sulle proprietà (ENFIA, equivalente dell’IMU in Italia) sarebbe stata abolita e sostituita da una più pesante tassa sulle “grandi proprietà”.

La concessione sulla tassa sulle proprietà sembra essere il punto focale del nuovo piano, in quanto permetterebbe di raccogliere 2,5 miliardi dei 3 miliardi di euro previsti in nuove entrate fiscali. Ma la Troika o il Brussels Group – comunque lo si voglia chiamare – non sono soddisfatte in quanto, a loro avviso, i provvedimenti messi in cantiere dalla Grecia non includono le “riforme” del mercato del lavoro e del sistema pensionistico greco.
Il ministro per l’Energia greco Lafazanis, in un’intervista rilasciata al quotidiano Kefalaio, ha detto che “l’unico modo per la Grecia di uscire dalla crisi è attraverso uno scontro, se non un conflitto, con “l’Europa tedesca”. “L’Unione Europea germanizzata sta letteralmente soffocando il nostro paese”. Interessante lo scenario evocato “La Grecia è andata oltre il punto di rottura; ha bisogno urgentemente di grandi, forti alternative all’Europa attuale, tedesca. “I creditori si stanno comportando come imperialisti senza scrupoli verso una lontana colonia, minacciando di soffocare l’economia” e proprio nella giornata di oggi, il ministro Lafazanis incontrerà a Mosca il ministro russo dell’emergia ma anche amministratore delegato del colosso energetico Gazprom.
Smentite invece le voci sulle dimissioni del ministro dell’economia Varoufakis diffuse dal sito del giornale tedesco Bild Zeitung. La smentita è arrivata da due funzionari del governo greco che sono stati contattati dall’agenzia Reuters. “Niente di tutto ciò è vero, è lontano dalla realtà”, ha detto uno dei due funzionari. Il Bild citava una fonte interna all’esecutivo greco secondo cui è ormai solo questione di tempo prima che Varoufakis abbandoni il suo incarico.

 

 

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