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Roma ha bisogno di discontinuità e nuove priorità. La giunta Raggi è adeguata?

Che bilancio trarre dei primi "100 giorni" della giunta Raggi? Roma ha urgenza di discontinuità, di rottura con le eredità affaristiche e politiche delle amministrazioni precedenti e di nuove priorità sociali rispetto a quelle che hanno fatto e disfatto la città in questi anni. La giunta Raggi si sta dimostrando capace di operare questa discontinuità e di rispettare il programma su cui il M5S ha ricevuto ampi consensi a Roma? La riunione cittadina di mercoledi sera al cinema Palazzo convocata da un primo appello della Carovana delle Periferie ma immediatamente allargatasi a tante altre realtà, ha risposto positivamente alla prima questione. Sulla seconda ha invece deciso di costruire una "consultazione popolare di massa" in Campidoglio per mercoledi 4 ottobre. Una assemblea popolare nella quale rimettere al centro i punti discussi in molte assemblee territoriali e portati in piazza con una enorme manifestazione il 19 marzo scorso contro i diktat del Commissario Tronca: basta con il ricatto del debito, stop alle privatizzazioni, internazionalizzazioni dei lavoratori dei servisi, bloccare i fondi ai Piani di Zona, moratoria della cementificazione, fermare sfratti e sgomberi, realizzare il piano rifiuti a cominciare dal fermo dell'inceneritore a Rocca Cencia.

E' stata una riunione partecipata con molte realtà presenti (Carovana delle Periferie, Decide Roma, Forum Salviamo il Paesaggio, Usb, Cinecittà Bene Comune e tante altre). Si è deciso un manifesto cittadino per la convocazione dell'assemblea/consultazione in Campidoglio e un processo di confronto e convergenza di tutte le realtà sociali e conflittuali attive in città. Colpiva il senso di consapevolezza della discussione. Pochi anatemi e molta attenzione al come costruire una modalità per far pesare nelle scelte su Roma le esigenze sociali e su come rendere concreta la partecipazione e decisione popolare. Le contraddizioni, implose più che esplose, dentro la giunta Raggi hanno accelerato i tempi di un confronto nel merito e senza sconti. E' evidente l'attacco forsennato con cui i vecchi e nuovi comitati d'affari sono partiti all'attacco della nuova giunta per evitare di rimanere a becco asciutto e lasciare le cose come erano, ma è dentro la stessa giunta comunale che sono venute alla luce le contraddizioni – inevitabili – di una logica che non ha messo al primo posto le priorità su Roma ma le competenze per una buona amministrazione. Un boomerang che ha riportato ai posti di comando personale e personaggi che nulla hanno in comune con il programma dei M5S, tantomeno con le aspettative sociali che lo hanno sostenuto, soprattutto nelle periferie. Un intervento segnala come sembri quasi di assistere ad un "commissariamento con altri mezzi" che imbriglia la giunta e che non trova dentro la giunta e il consiglio comunale la voglia e la forza di rompere i vincoli di questa gabbia. E dire che ancora non è potuta cominciare la discussione sul bilancio comunale ossia "la madre di tutte le battaglie" su Roma.

L'occasione per questa prima consultazione popolare su come sta operando la Giunta Raggi sarà quella dei "100 giorni" e alla vigilia della contestata decisione sulle Olimpiadi del 2024, quindi il 4 ottobre, in Campidoglio ovviamente.

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