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Sulla Regione Lombardia si moltiplicano le bufere

Una sentenza del TAR della Lombardia, emessa in data 8 giugno, ha annullato l’affidamento senza gara deciso dalla regione Lombardia dei test sierologici alla società Diasorin, Inoltre, il TAR ha inviato gli atti alla Corte dei Conti perché valuti l’ipotesi di danno erariale.

Si tratta di una vicenda di cui ci eravamo già occupati, poiché, per l’assegnazione dei test sierologici in Lombardia, l’amministrazione regionale aveva pubblicato l’invito alla “manifestazione d’interesse”, all’inizio di marzo, per poi ritirarla nel giro di 24 ore.

La sentenza del TAR, non a caso, accoglie il ricorso di una ditta concorrente della Diasorin che si era sentita esclusa dalla possibilità di presentare le sue proposte.

La Diasorin ha sviluppato i risultati di una ricerca condotta presso l’Ospedale San Matteo di Pavia, che avrebbe ricevuto l’1% degli introiti della commercializzazione dei test. Proprio per questa ragione il responsabile della virologia del San Matteo aveva dovuto dimettersi dalla commissione di ricerca perché in conflitto d’interessi. Il San Matteo ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato.

La vicenda Diasorin ha un significato sanitario e non solo giuridico ed economico, poiché ha rallentato l’esecuzione dei test sierologici in Lombardia, che sono importanti per stabilire un quadro epidemiologico della situazione sul territorio.

Nella stessa giornata, la Magistratura ha aperto un’inchiesta, per ora solo conoscitiva, quindi senza imputati e ipotesi di reato, sulla vicenda dei camici che sarebbero stati ordinati dalla Regione per una somma di 513.000 euro a una ditta di proprietà del cognato e della moglie del presidente lombardo Fontana.

Fontana, peraltro, ha ricevuto anche una diffida da parte di Medicina Democratica, che accoglie le proteste di cittadini e cittadine, già apparse sui social, che denunciano la loro prigionia in casa per il sospetto di essere positivi al virus anche per sette od otto settimane, senza che venga loro effettuato un liberatorio tampone.

Questa situazione può compromettere anche il successo della prossima applicazione Immuni poiché molti cittadini potrebbero omettere di segnalare al proprio medico di avere avuto contatti sospetti per evitare di trovarsi confinati in casa nei prossimi mesi di luglio e agosto o peggio.

Infine, Medicina Democratica chiede che il costo dei tamponi, che ogni cittadino lombardo, se desidera averlo, si deve pagare privatamente, sia rimborsato dalla Regione e sia incluso nei Livelli Essenziali d’Assistenza.

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1 Commento


  • alfonso.turkmenistan@gmail.com

    Sarebbe ora che la magistratura faccia chiarezza sulle morti di Brescia Bergamo per verificare se vi siano connessioni con vaccini fatti nei primi tre mesi dell’anno

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