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Stop all’accanimento contro Cesare Battisti e alla tortura nelle carceri

L’accanimento carcerario contro Cesare Battisti si configura come un sopruso ingiustificabile contro un detenuto diventato, suo malgrado, un esempio lampante di come lo Stato concepisca il carcere come una vendetta o una punizione e non per la sua funzione rieducativa e di esercizio della giustizia.

Nessuno può negare come questo atteggiamento contro Battisti sia un aspetto della linea vendicativa delle autorità verso i detenuti, i rifugiati e gli ex militanti politici delle formazioni armate degli anni Settanta.

Lo testimoniano i tentativi di estradare gli esuli politici dalla Francia dopo più di trent’anni o la persecuzione contro un ricercatore ed ex detenuto politico come Paolo Persichetti, che sulla storia di quegli anni cerca di portare alla luce tutte le informazioni negate o occultate dalla verità ufficiale.

Riteniamo che questo atteggiamento vendicativo degli apparati dello Stato sia il tentativo di impedire, con ogni mezzo, che il dibattito pubblico su quel periodo di storia del paese avvenga nel modo più completo.

Traspare da ogni atto concreto o da ogni dichiarazione politica il timore che la drammatica situazione sociale di oggi possa portare ad una lettura diversa di quanto avvenuto in quegli anni.

Da tempo chiediamo che si apra finalmente una discussione a tutto campo, sul piano storico, politico e culturale sulla guerra di bassa intensità che è stata combattuta in Italia tra il 12 dicembre 1969 e i primi anni Ottanta.

Crediamo sia fondamentale riaprire un ragionamento sull’amnistia per i reati politici e sociali – chiudendo politicamente la partita sugli anni ‘70 e abolendo le leggi che puniscono gli attivisti sociali come i “decreti Salvini” – ma anche denunciare con forza la condizione generale degli istituti detentivi italiani e la totale emarginazione a cui sono costretti detenuti e famigliari.

Per questo lanciamo una conferenza stampa e un presidio di denuncia sulle condizioni di Cesare Battisti e sulla drammatica situazione nelle carceri italiane per oggi mercoledì 30 Giugno alle ore 19.00 in Piazza dell’Immacolata a Roma assieme alla candidata sindaca di Potere al Popolo Elisabetta Canitano e Nunzio D’Erme dell’Osservatorio Repressione

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1 Commento


  • Alfredo Simone

    Condivido la richiesta di una discussione a tutto campo, sul piano storico, politico e culturale sulla guerra di bassa intensità che è stata combattuta in Italia tra il 12 dicembre 1969 e i primi anni Ottanta, e sull’utilizzo del carcere come vendetta, non a caso ho aperto la pagina fb “La vendetta dello Stato: il caso Cesare Battisti”. Per quanto riguarda Battisti, credo che il trasferimento a Ferrara si un fatto positivo ma restano ancora sconosciute le ragioni della decretazione della motivazioni della sua classificazione as2 e il fatto che la sua destinazione originaria era Rebibbia, tanto che il suo avvocato aveva ricevuto una comunicazione in tal senso dalla polizia di frontiera di Ciampino. È chiaro che la lotta al carcere deve essere totale e riguardare tutte/i le/i detenute/i. Se fossi a Roma parteciperei volentieri ma vi seguirò con attenzione. Un abbraccio solidale a tutte e tutti, Alfredo Simone

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