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Stato di polizia in Valle Susa

Ieri mattina in Valle Susa c’è stata l’ennesima retata, contro il popolo NOTAV. Retata particolarmente odiosa, che ha chiaramente approfittato della copertura del clima di guerra.

Diversi compagni sono in carcere o agli arresti, tra i quali l’amico e compagno #GiorgioRossetto .

Giorgio, assieme a Nicoletta Dosio a Dana Lauriola e a tante e tanti altri militanti del movimento nella Valle, è vittima di un mostruoso accanimento di tutti gli apparati dello stato.

Che in Valle Susa hanno stabilito una vera e propria occupazione militare e che che agiscono contro i NOTAV con tutte le misure del codice fascista Rocco e con i decreti sicurezza Minniti e Salvini, che lì sono stati sperimentati prima ancora di diventare legge.

Giorgio è un prigioniero politico incarcerato perché si oppone ad una grande opera inutile, costosa, devastante e tra l’altro neppure davvero iniziata sinora. Sì perché sinora il saccheggio e la distruzione dell’ambiente, i carotaggi, i trafori, gli spianamenti ed i presidi militari, non hanno prodotto un solo centimetro del tunnel ferroviario.

In valle si sono abbattute su una marea di persone una valanga di iniziative poliziesche e giudiziare. Praticamente ogni famiglia, ogni gruppo di conoscenti ha qualcuno colpito dalla repressione.

È la persecuzione politica, la violenza di stato contro un’intera popolazione in lotta. E quando non ci pensa lo stato italiano, lo fa quello francese che detiene #EmilioScalzo.

Altro che mondo libero è la UE della repressione. Chiedete in Valle Susa quanta democrazia sia rimasta lì, vi risponderanno che l’abbiamo esportata tutta.

All’amico Giorgio, ai compagni dell’Askatasuna, agli arrestati e colpiti da tanti provvedimenti, a tutto il popolo della Valle in lotta contro la mala Grande Opera e contro lo stato di polizia, vanno la nostra solidarietà e la nostra complicità.

Liberi tutti, ora e sempre NOTAV.

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