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Identikit dell’idiota

Premessa

Nella polis greca, ἰδιώτης (idiòtes) voleva dire “uomo privato”, nel senso che badava ai propri interessi privati, disinteressandosi del bene comune, sacrificando la cosa pubblica al benessere individuale. Era il contrario dell’uomo pubblico, che rivestiva cariche politiche e per questo era ritenuto colto, capace ed esperto. Per estensione, in greco idiòtes valeva anche come “uomo inesperto, non competente, incolto”.

In latino si manterrà questo ultimo significato. In italiano la parola entra nel XIV secolo, indicando con idiota “chi è stupido, privo di senno, incapace di ben ragionare”, significato che si è mantenuto fin ad oggi.

Di seguito cercheremo di dipingere un quadro dell’idiota e dell’idiozia.

Ogni punto una pennellata.

1 – Trasversalità dell’idiozia

L’idiozia non fa discriminazioni.

Si può essere etero, uomo, donna, omo-bi-trans-queer, bianco, nero, del nord, del sud, della città, della campagna, giovane, vecchio, ma ognuno, senza nessuna distinzione può essere idiota. In più, ritroviamo molti idioti anche tra chi ricopre cariche pubbliche, contravvenendo all’etimologia greca della parola.

La stessa istruzione non ci pone al riparo dall’idiozia, anzi a volte viene usata come scudo per proteggerla. Come se poi un titolo desse in automatico il possesso di una competenza critica.

2 – Confidence vs knowledge

Livelli intermedi di conoscenza e un vocabolario medio danno un’illusione di competenza, perché la persona ha abbastanza elementi per parlare (anche se non sempre scrivere), ma non certo per approfondire, né comprendere tutte le implicazioni e le sfumature di un dato fenomeno.

Ciò fa sì che la fiducia soggettiva (confidence) aumenti molto più rapidamente di una effettiva conoscenza oggettiva (knowledge).

3 – Lingua, linguaggio e comunicazione

Pasolini tra i tanti cambiamenti che rintracciava ai suoi tempi, generati dal capitalismo (“sviluppo e non progresso” ripeteva in continuazione), ne notava l’impatto sulla lingua. L’omologazione rende il linguaggio “segnaletico, inespressivo, ciecamente pragmatico”.

Infarcire la propria lingua di burocratese, di termini tecnologici o altri tecnicismi e inglesismi, pompa la confidence, ma è semplicemente il segno dell’agire delle forze neoborghesi, che va a manipolare la percezione e la comprensione.

Il linguaggio dell’idiota è assertivo, categorico, riduzionista, caratterizzato da frasi fatte, slogan, metafore semplici, mix di nozioni superficiali e concetti profondi, assenza di eccezioni.

È facilmente deducibile che questo è lo stesso linguaggio adottato dalla politica e dai media negli ultimi decenni. Cosicché da un lato si va incontro al cambiamento in atto, ma dall’altro si continua a perseguire una sorta di indottrinamento, il cui unico scopo è l’alienazione, non soltanto nel luogo di lavoro, ma in ogni momento della vita.

Un linguaggio che porta alla conoscenza e all’emancipazione deve essere invece “umanistico ed espressivo”, votato alla complessità, alla probabilità e al dubbio, elementi indispensabili per costruire un senso critico, che non sia in balia delle tempeste di dati, a cui siamo quotidianamente sottoposti.

4 – Media, informazione e tecnologia

I media attuali, gli snippet, i social media e i titoli clickbait favoriscono l’idiota, perché premiano la rapidità e l’illusione di certezza, impedendo l’approfondimento.

Ad aumentare la confidence ci sono i confirmation bias e l’effetto “echo chamber”.

I bias di conferma fanno sì che le persone scelgano le fonti e le informazioni che vanno a rinforzare le proprie convinzioni, rifiutando quelle che le contraddicono; mentre la cosiddetta camera d’eco rafforza la percezione di verità, grazie all’isolamento nei gruppi (spesso on line) che condividono lo stesso idiotismo1.

Queste dinamiche danno il via libera alla disinformazione, che non ha dall’altra parte una conoscenza strutturata con lo studio ed integrata, che possa arginarla.

Ancora una volta i politici e gli intellettuali di turno sono ben lieti di partecipare a questo gioco nel ruolo di mazzieri.

5 – Interpretazione causa – effetto

Avendo siffatte caratteristiche, l’idiota spesso scambia l’effetto per le cause.

Ecco che incolpa gli immigrati per la sua disoccupazione, il suo scarso salario, l’assenza di servizi e la sua insicurezza e non il sistema politico, economico capitalistico che è la causa primaria di tutti gli effetti citati.

In generale vede nei più deboli o nei pari la causa diretta dei propri mali e spesso attacca i diritti degli altri, invece di rivendicare i propri.

Finisce poi per mantenere un atteggiamento ossequioso verso magnati e governanti, nelle cui mani si vanno a concentrare sempre di più la maggior parte delle risorse e delle ricchezze del pianeta.

6 – Psicologia dell’idiota

Per reggere la complessità, bisogna riuscire a tollerare un certo grado di ansia e di destabilizzazione, per questo l’idiota ha bisogno di certezze e rifiuta le critiche, che lo porterebbero ad una messa in discussione di sé e del proprio mondo, che non sosterrebbe, anche per una bassa metacognizione.

L’arroganza che spesso si rintraccia nel suo modo di interagire, e i social ne sono pieni, maschera piuttosto la paura del giudizio, complessi di inferiorità e vergogne nascoste, che vengono costantemente negati.

L’appartenenza al gruppo va poi a rinsaldare questi attributi. L’identità comunitaria e la massificazione fanno sì che l’idiota baratti la propria sicurezza con la rinuncia definitiva a sentire fino in fondo ciò che ha in vari modi represso.

7 – Politica per l’idiota

Oggi non si tratta più di destra e sinistra, così come ce le immaginavamo 50 anni fa.

Le ideologie, morte o claudicanti, confluendo verso il centro, sono diventate liberiste e per molti tratti, quasi interscambiabili.

Negli ultimi decenni, da tutti i punti cardinali, partiti ed organizzazioni sono andati incontro all’idiota, nutrendolo con slogan, campagne polarizzate, narrazioni manichee e idee populiste. L’idiota ne trae vantaggio immediato perché sente intercettati i propri istinti, anche quelli più bassi, e trova risposte nette alle proprie ansie, alle implicazioni morali e alla propria identità.

Il tutto, sempre per delega e in totale inconsapevolezza. Così facendo rimane schiavo, ignorante, vulnerabile, perché in eterna dipendenza e continuamente insoddisfatto.

La frustrazione, per il mancato soddisfacimento di bisogni reali, lo induce a cercare continuo appagamento nel consumo di beni materiali. Alienato e manipolato dalla pubblicità algoritmica, che calza come un guanto intorno alla sua personalità, ed assolve anche alla funzione di comunicazione sociale, che diminuisce sempre di più negli spazi reali, la vive per questo come positiva.

Il corto circuito che ne consegue lo carica di rabbia e violenza, che scarica sui deboli e i diversi, perché incapace di intercettarne le cause profonde, sia fuori che dentro di sé.

8 – A chi conviene l’idiota?

La fidelizzazione dell’idiota è molto facile.

L’assenza di contestazione e di critica ragionata, la propensione alla semplificazione, di cui si è a lungo discusso, la facilità alla distrazione su questioni complesse, anche per una scarsa memoria, lo rendono il consumatore perfetto.

Ogni aspetto della sua vita diventa oggetto di consumo, seguendo le stesse leggi del capitalismo, per cui finisce per essere consumato, consumando. Così come il capitale che periodicamente va incontro a crisi, perché contro natura e disumano.

A questo punto la cittadinanza stessa finisce per coincidere col consumo, perché non c’è ambito umano che resti fuori dalla logica del profitto.

Se allevare l’idiozia rende così facile il controllo, dall’altro l’aumento dell’ignoranza e dello sfruttamento, che ne sono connaturati, impedisce sia all’individuo che alla società di evolversi, di innovarsi e di rinnovarsi, e rende molto più esposti alla manipolazione, in assenza di difese integrate.

9 – Quali esempi?

Gli esempi sono tantissimi.

Concentrando lo sguardo sugli ultimi giorni di grandi mobilitazioni, si inciampa spesso in commenti del tipo: “e allora le altre guerre? Andate a lavorare! Ma chi ve lo fa fare? Banda di sfaticati? Siete dei violenti! Non si sciopera per questo, ma per quello e quell’altro! Gli scioperi non servono! Volete il weekend lungo! Fate ridere, poveri decerebrati! Pensate di fermare le guerre con le manifestazioni? Pensate che importi a qualcuno di voi? Perché non ve ne andate in Palestina a protestare?”.

È facile qui rintracciare tutti i punti presentati finora.

Inoltre, l’idiota spesso si trova in un intreccio, in cui viene manipolato e manipola al contempo, seguendo diktat e disposizioni, agite inconsapevolmente.

Molti si trovano in questa posizione intermedia, e li si può osservare in diversi contesti: nelle scuole, nei ministeri, nelle aziende, nei comuni, negli ospedali, nelle organizzazioni di varia natura.

L’idiozia diventa il collante che tiene insieme e rende lo status quo adeso e inamovibile?

9 – Contro l’idiota

Per contrasto bisognerebbe coltivare proprio tutto ciò che non attrae l’idiota.

Cioè lo studio metodico, la conoscenza profonda di sé e dell’altro, il dubbio, l’empatia, l’errore, la capacità di problematizzare, l’ascolto, il conflitto come fonte di riscatto sociale, la coscienza di classe, un nuovo umanesimo…

1 Tutti ricordiamo per esempio cosa successe con QAnon durante l’epidemia di COVID -19, con le voci sull’adrenocromo e la pedofilia tra i potenti “rettiliani”, che ci governano e come queste teorie armarono la mano di non pochi folli. https://www.isdglobal.org/wp-content/uploads/2020/04/Covid-Briefing-2.pdf

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2 Commenti


  • Oigroig

    Condivido certi argomenti, ma non mi pare felice la scelta della parola «idiota». Nicolò da Cusa ha usato questo concetto di «idiota» per individuare la persona che non capisce i discorsi dominanti e li critica… Dostoevskij ha usato questa figura per individuare un tipo d’uomo che rifiuta il cinismo della ricchezza o del potere e che crede fino in fondo ai valori positivi dell’uomo…
    La questione che la furbizia di certa gente non è idiozia. I furbi che oggi difendono lo status qui hanno sempre un loro tornaconto, fosse anche solo quello di evadere un pochettino le tasse ed essere coccolati da questo infame governo… Sono furbi, cinici, mentecatti, stronzi, ma non idioti purtroppo.


  • Giorgio

    Rimane un misterio per me come l’ idiota descritto sopra, poi adotti e utilizáis la lógica e la comprensión profonda per il calcio..É informatissimo, legge stampa speciazzata, riceve informazioni da piú fonti e la contrasta,é al corrente della storia personales e stile di ogni giocatore ed allenatore, conoce ed ha analizato tutte le partite importante del passato, fá previsioni ragionate, che tengono in conto fonti differenti, capisce la distinzione fra tattica e strategia, non si fá ingannare dalle apparenze, e costantemente critico e propositivi etc.

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