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Sciopero della scuola. Cinquanta manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione riuscita contro il governo

Piazze piene in oltre 50 città d’Italia. Si sta rivelando un successo lo sciopero della formazione promosso da Cambiare Rotta, OSA, l’USB e le altre organizzazioni studentesche e sindacali contro il governo Meloni.

Questa nuova giornata di lotta guidata da studenti e lavoratori vince la sfida e porta scuole e università in piazza sui temi caldi della formazione – dal No alla nuova riforma dei tecnici e professionali, all’opposizione alle riforme di Bernini e alle tragedie della “distruzione pubblica” nel nostro paese. Con un rifiuto generale di ogni leva militare e la richiesta di soldi alla formazione e non alla guerra.

A Roma sono in corso gli appuntamenti sotto i ministeri – Mim e Mur – che puntano a ricongiungersi per muoversi in corteo, così le principali città d’Italia sono bloccate. Nelle piazze campeggiano enormi timer che rappresentano la “sveglia” del tempo finito che stiamo suonando al Governo, in altre ortaggi vengono lanciati contro le foto di una classe politica alla frutta, in alcune sputano fucili-giocattolo con fiori in canna al posto di proiettili: la nostra risposta alla leva e a alla guerra in cui ci vogliono trascinare.

Proprio domani è prevista una giornata giovanile europea di lotta alla leva militare promossa dalla campagna “We do not enlist”, in cui lo sciopero di oggi si inserisce.

Ma non è tutto. La presenza del segretario di stato USA Marco Rubio in Italia ha innescato la rabbia di studenti e studentesse che ne chiedono l’espulsione in quanto “persona non gradita”. Questo criminale internazionale è complice del genocidio a Gaza e responsabile della guerra in Medio Oriente, nonché protagonista della campagna contro Cuba che rischia di essere attaccata dagli Stati Uniti. Nelle piazze sventolano centinaia di bandiere cubane, a sostegno e difesa della Rivoluzione, della sovranità e della pace a Cuba, l’isola più solidale al mondo – e si alza un grido di protesta contro Rubio.

Non manca la solidarietà per la Flotilla. “Vogliamo la liberazione immediata dei nostri compagni sequestrati da Israele e la Palestina libera” chiedono ovunque gli studenti in lotta. Governo Meloni il tempo è finito!

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Qui di seguito il comunicato dell’Usb – Scuola di bilancio sullo sciopero

SUCCESSO DELLO SCIOPERO: CENTINAIA DI STUDENTI E DOCENTI UNITI CONTRO LA DISTRUZIONE PUBBLICA!

Oggi in centinaia tra studenti e studentesse medi e universitari, docenti e lavoratori delle scuole hanno scioperato e sono scesi in piazza a Bologna come in più di quaranta città di tutta Italia, contro la “distruzione pubblica” portata avanti dal Governo Meloni – in primis dai ministri Valditara e Bernini, e contro il futuro di guerra, genocidio e leva che vorrebbero consegnarci.
I docenti dall’Ufficio scolastico e gli studenti da piazza Scaravilli si sono uniti fino alla Prefettura. Ci siamo mossi incrociando insieme le braccia e chiedendo di essere ricevuti da chi nella nostra città rappresenta il Governo: un atto grave il rifiuto del Prefetto di ricevere gli studenti medi e universitari, che ha però visto ribadita l’unità tra lavoratori e studenti. L’USB ha rappresentato al Prefetto l’unità delle comuni rivendicazioni.
Studenti e studentesse, unite ai docenti e ai lavoratori fanno paura a questo Governo: sicuramente le aule vuote di oggi hanno preoccupato il Ministro Valditara, che sta portando avanti una disastrosa riforma dei tecnici e professionali, il famigerato “4+2” che non risponde ai bisogni degli studenti e dei docenti ma invece va incontro a quelli delle aziende e dei privati.
La forza degli studenti che insieme ai docenti hanno alzato la testa contro la scuola di classe di Valditara, contro le sue Indicazioni Nazionali, contro la Riforma Bernini e la sempre più pesante militarizzazione dell’istruzione pubblica ha trovato questo governo debole, al punto da dirsi indisponibile a ricevere una delegazione studentesca.
D’altro canto i giovani di questo paese hanno esplicitamente bocciato il Governo al Referendum e insieme ai lavoratori lo hanno fatto tremare nelle piazze di tutto questo autunno. Evidentemente si tratta di una ferita ancora aperta. 
La nostra forza però risiede precisamente in questa unità. E se dalle scuole alle università oggi centinaia di studenti hanno scioperato, continueremo a farlo accanto ai lavoratori del mondo della formazione, tenendo alte le bandiere della resistenza palestinese e cubana che per noi rappresentano un esempio da seguire rispetto ai vessilli delle istituzioni guerrafondaie della UE e della NATO, per conquistare una nuova formazione pubblica, per conquistare il diritto al nostro futuro. 
Se il governo ha provato a dividerci ci ritroverà uniti sicuramente nello sciopero generale del 18 Maggio e nella grande manifestazione nazionale del 23 Maggio a Roma!

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