Menu

La ministra Bernini non si smentisce mai. Su emergenza alloggiativa per studenti solo bugie

Durante il question time alla Camera, la ministra Bernini è intervenuta sul tema degli studentati a seguito degli attacchi nati nelle scorse settimane, dall’inchiesta che evidenziava come i posti alloggio negli studentati costassero in media di più delle stanze sul mercato privato.

Nel tentativo di difendersi, la ministra non solo ha continuato a mentire riguardo ai 60mila posti letto e alle condizioni degli studentati (chi li conosce davvero sa bene che servizi come wifi, riscaldamento e mensa sono un miraggio per tantissime residenze che a malapena si reggono in piedi) ma ha anche evidenziato tutte le contraddizioni del dibattito sul diritto allo studio in questo paese.
Da un lato la destra tira dritto e non ammette di aver fallito rispetto alle promesse di qualche anno fa, dall’altro il centrosinistra contesta sulla carta il risultato della speculazione privata ma nei fatti continua a utilizzarla come modello in tutte le città in cui governa.
Infatti è proprio nelle grandi città universitarie come Roma, Milano, Firenze e Bologna (tutte amministrate da giunte di centrosinistra) che continuano a sorgere i mostri della speculazione sul diritto allo studio.

Tra student hotel, social housing e canoni concordati a prezzi di mercato si continuano a regalare miliardi di euro in finanziamenti pubblici ai privati, in cambio di piccole concessioni su misere percentuali di alloggi calmierati.

E mentre bisticciano alla Camera, lavorano comunque assieme come nel caso di Roma in cui il Giubileo è stata l’occasione perfetta per regalare i poteri commissariali al sindaco Gualtieri e per portare avanti in maniera trasversale l’ipotesi di poteri speciali a Roma Capitale, mettendo il piede sull’acceleratore delle grandi opere di speculazione con il beneplacito di Rocca e Meloni, andando a consolidare un modello di gestione della città bipartisan, al servizio di multinazionali e speculatori.
Inoltre, l’intervento della Bernini alla Camera è pieno di assunti preoccupanti che sono espressione diretta di una crisi abitativa senza argini.

Parlando sempre del paragone tra i prezzi degli alloggi negli studentati e gli affitti privati sembra che nessuno si interroghi sulle cifre esorbitanti a cui arrivano a costare le stanze, prendendoli come assodati ed escludendo qualsiasi forma di regolamentazione degli affitti brevi.

Il messaggio è chiaro: la crisi abitativa all’interno delle città universitarie non solo viene presa come la normalità ma fa parte di un modello di amministrazione che con scelte ben precise mercifica le città, sottraendole agli abitanti per svenderle ai privati.

Il richiamo finale della ministra ai contratti di locazione è l’ultima beffa: sfruttando le porcherie commesse dal centrosinistra nell’eliminare qualsiasi misura di regolamentazione degli affitti (come poteva essere l’equo canone eliminato nel ‘98 da D’Alema) si tutela dalle critiche dell’opposizione parlamentare che dovrebbe altrimenti ammettere di aver costruito le basi su cui oggi la speculazione sfrenata continua a crescere.
E mentre la ministra Bernini continua a mentire la crisi abitativa peggiora di giorno in giorno e la formazione pubblica risulta sempre più inaccessibile.

Non saranno i regali ai privati a invertire questa tendenza, servono finanziamenti massicci per gli alloggi pubblici e per la ristrutturazione di quelli esistenti e leggi sulla regolamentazione degli affitti privati. Continueremo a lottare dentro agli studentati, contro ogni speculazione sul diritto allo studio, per delle residenze pubbliche in buone condizioni e a portare avanti la proposta di legge sul rent control formulata assieme ad Asia Usb e al Movimento per il diritto all’abitare.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *