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Solidarietà con il docente del liceo Vivona di Roma. Sulla Palestina né zitti né delatori

Al Liceo Classico Vivona di Roma arrivano gli ispettori dell’USR Lazio per interrogare i maturandi di quest’anno, al fine di incriminare un docente solidale con la Palestina e scattano le proteste!
Il docente dopo gli esami aveva mandato un messaggio – peraltro decisamente leggero – da ormai ex docente ai propri ex studenti, in cui li si invitava in modo affettuoso a vigilare come cittadini coscienti contro il genocidio in Palestina.

Ma ai tempi di Valditara e Meloni un gesto di umanità viene trasformato in una pericolosa minaccia alla “neutralità” della scuola, da cui sono scattate gli interrogatori agli studenti e alle studentesse.

Il collegio docenti e due rappresentanti degli studenti dell’istituto – militanti dell’Osa – hanno giustamente protestato contro questo caso gravissimo, che come USB Scuola e OSA denunciamo con forza.
Non accettiamo le ingerenze governative di un esecutivo che vuole docenti silenti, studenti delatori e una scuola gabbia.

La scusa della neutralità è pretestuosa: lo stesso zelo non viene applicato dagli USR e dai MIM contro iniziative nelle scuole di sostegno alle linee del Governo Meloni. C’è un doppio standard evidente, che smonta questa balla fin troppo grossolana. La scuola non è neutrale ma una palestra di democrazia – che significa partecipazione, dissenso, conflitto.

La delazione appartiene ai movimenti fascisti, che infatti alcuni mesi fa la invocavano contro i professori e le professoresse di sinistra, per tramite di alcune organizzazioni neofasciste nelle scuole. Fa specie che ora questo venga fatto dalle istituzioni, ma non ci stupisce.

La nostra risposta è l’Alleanza del mondo della formazione, fra studenti e lavoratori della scuola. Lo sosteniamo da anni, è un progetto politico che ha portato lo scorso 7 maggio a un riuscito sciopero del mondo scuola, è un’ipotesi politica di cui parleremo il 19 luglio. Domenica prossima, infatti, una Tavola rotonda promossa anche dalle nostre organizzazioni discuterà proprio dell’importanza di questa alleanza e delle sue caratteristiche, di cui si sente sempre più necessità alla luce di casi del genere.

Giù le mani dalla scuola pubblica statale. Studenti e lavoratori uniti!

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La lettera degli studenti del Vivona contro le ispezioni dell’USR

Gli interrogatori e le ispezioni portate avanti dall’USR (col beneplacito, se non la complicità attiva del Mim) verso noi studenti e studentesse del Liceo Vivona di Roma sono un fatto gravissimo, contro cui vogliamo prendere posizione.

Negli ultimi giorni ad alcuni noi, studenti e studentesse delle classi quinte, è stato chiesto di fare da delatori verso un nostro docente.

La presunta “colpa” è quella di essere un professore solidale con un popolo, quello palestinese, sotto le bombe da anni, che subisce un genocidio e uno stato di apartheid, come è stato definito anche da organismi dell’Onu.

Evidentemente, le posizioni solidali contro il genocidio non sono viste di buon occhio dal Ministero di Valditara, che risponde con una politica di terrore fatta di ispezioni ed interrogatori.

Come abbiamo ben imparato in questi mesi, la retorica di Valditara sulla presunta neutralità della scuola è solo un pretesto per reprimere il dissenso contro il governo.

Lo stesso zelo non viene applicato per iniziative e posizioni che rientrano negli schemi governativi, guarda caso.

Condanniamo l’ispezione così come le politiche intimidatorie e repressive del governo.

Non saremo delatori contro i lavoratori della scuola perché siamo alleati nella lotta per una formazione e un mondo più giusti.

Vogliamo una scuola democratica e libera dalle ingerenze governative: giù le mani dalla scuola.

Adriano Cerri – Rappresentate d’Istituto del Liceo Vivona

Sofia Vaglio – Rappresentante di Consulta del Liceo Vivona

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1 Commento


  • Cristiana

    Da ex-docente esprimo tutta la mia solidarietà al Professore Massimo che ho ascoltato stamattina a Prima Pagina su Radio Tre, e agli studenti che sono tutti vittime di una scuola aziendale destinata a fomentare il disagio sociale. Ribellarsi e comunque disobbedire è fondamentale per difendere la propria dignità. Avrete sempre il mio sostegno. Il tutto sta nell’ organizzarsi.

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