Ieri sera, in collegamento a DiMartedì, Alessandro Di Battista ha raccontato per la prima volta pubblicamente le vere ragioni del suo malore a Cuba.
“Ho un tumore al cervello”.
Lo ha raccontato con parole di rara dignità e forza, ma una forza lontanissima da quella “retorica del guerriero” che ha espressamente rifiutato.
“Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà. A Cuba mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato.
I medici cubani hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi, mi hanno asportato quasi tutto il tumore”.
E il pensiero è andato proprio ai medici di quest’isola martoriata, e all’uomo che la sta strangolando.
“Sono stato operato in un ospedale senz’acqua. A Cuba c’è un assedio medievale nel silenzio generale, stessa dinamica con l’Iran. Trump spera di vincere le elezioni con lo scalpo. Ma i cubani sono abituati a soffrire, non credo che avrà il loro scalpo”.
Poi un pensiero personale su quello che lo aspetta:
“Adesso farò le cure sperando che funzionino. Faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono ‘perché proprio a me?’
Questa peste del XXI secolo ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Dico no alla retorica del guerriero. Quelli che non devono mollare sono i dottori”.
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Matteo
E mi permetto di ricordare in questa sede il vergognoso sciacallaggio dei media italiani, a partire dal Corriere della serva.
Per il resto non posso che augurargli tutto il bene possibile. Forza Alessandro!
Anna
Tantissimi auguri con tutto il cuore
Pasquale
L’Italia ha maledettamente bisogno di voci libere e onestà intellettuale. Riprenditi al più presto.
Hasta la Victoria!