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Ricordo di Angelo Baracca

 

È con profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Angelo Baracca (1939-2023), un pionere della storia della fisica e dell’attivismo antinucleare ed ambientale in Italia. Originario di Lugo di Romagna, dopo la laurea in fisica a Milano, dal 1967 fino al pensionamento, è stato docente di fisica statistica all’Università degli Studi di Firenze (da ricordare il suo Manuale critico di meccanica statistica (1980) che ha accompagnato generazioni di fisici fiorentini).

Dagli anni ’70, nel generale clima di protesta sociale e accademica, il suo interesse virò verso la ricerca sui fondamenti della maccanica quantistica nel contesto di una radicale critica alla struttura capitalistica della fisica moderna, come la Big Science nella fisica delle particelle che lo portò alla pubblicazione, con il compianto Silvio Bergia, de La spirale delle alte energie (1975). L’attività critica di Angelo si è poi dipanata in molte direzioni, tra le principali delle quali la storia della fisica, dove condusse rigorose analisi della scienza dal punto di vista del materialismo storico di Marx.

Tra i contributi principali di quel periodo sono da ricordare, oltre a numerosi articoli accademici, la partecipazione alle riviste Sapere e, più tardi, Testi e Contesti, nonché i libri Marxismo e scienze naturali (1976) con Arcangelo Rossi,  Natura e storia: fisica e sviluppo del capitalismo nell’ottocento (1976) con Roberto Livi e, con Stefano Ruffo e Arturo Russo, Scienza e industria: 1848-1915 (1979); quest’ultimo, volto a dimostrare come le rivoluzioni delle scienze moderne (dalla fisica statistica all’elettromagnetismo, dalla chimica organica alla meccanica quantisitca) fossero il prodotto di nuove necessità economiche della società capitalistica della seconda rivoluzione industriale, è stato recentemente definito da Jürgen Renn, direttore del MPIWG di Berlino, “un tesoro ingiustamente dimenticato della storia della scienza”. In anni recenti, Angelo si era poi occupato di ricostruire la storia della scienza a Cuba, paese da lui amatissimo, con i libri The history of physics in Cuba (2014) e Cuba: medicina, scienza e rivoluzione, 1959-2014 (2019), insieme a Rosella Franconi.

Fedele ai propri ideali di giustizia sociale ed estraneo al compromesso, Angelo si era via via allontanato dalla ricerca all’interno dell’accademia, dove però aveva continuato con passione l’insegnamento della fisica presso l’Università di Firenze in altri corsi di laurea quali quello in biotecnologie e continuando al contempo a tenere, a titolo gratuito ben oltre il suo pensionamento, il corso di “Storia e fondamenti della fisica”.

È grazie a tale corso che da giovanissimo studente di fisica ho avuto la fortuna di conoscere Angelo, che è divenuto per me un vero mentore e col quale, dal 2014, ho collaborato a progetti sulla storia della fisica dei fondamenti nel dopoguerra italiano. Personalmente, gli devo quindi non solo la mia passione e formazione in storia della fisica, ma anche l’interesse per i fondamenti della meccanica quantistica, discipline che sono divenute entrambe il fulcro delle mie attività di ricerca.

Sarebbe perciò quantomeno riduttivo, e forse poco apprezzato dallo stesso Angelo, limitare il suo ricordo alla sola attività accademica, ma sarebbe altresì impossibile elencare le innumerevoli battaglie che, se pur da pacifista, Angelo ha combattuto sempre in prima linea e immancabilmente al fianco dei giovani e degli studenti.

Altri, e in altri contesti, scriveranno di Angelo l’attivista, ma è doveroso qui ricordare almeno il suo impegno pluridecennale contro il nucleare, sia ad uso civile che soprattutto militare, battendosi per il trattato di abolizione delle armi nucleari (TPNW) e conducendo una vasta opera di informazione attraverso articoli e i libri quali A volte ritornano: La proliferazione nucleare ieri oggi e domani (2005), L’Italia torna al nucleare?: I rischi, i costi, le bugie (2008) e, con Giorgio Ferrari, SCRAM: Ovvero la fine del nucleare (2011).

Inoltre, la vita di Angelo è stata caratterizzata da un impegno politico a tutto tondo: dai consigli di fabbrica, all’esperienza come consigliere regionale in Toscana per Democrazia Proletaria, dalla promozione del Comitato Scienziate e Scienziati Contro la Guerra alle assidue partecipazioni alle manifestazioni di piazza (recentemente anche a fianco dei giovani di Fridays for Future). Prolifico saggista, Angelo ha scritto numerosi articoli, fra i molti temi, contro la guerra, sull’ecologia e sul cambiamento climatico.

Nella sua vita di combattente pacifista, Angelo non è stato invulnerabile né inscalfibile, ma un essere umano speciale e tenace immerso nella realtà del suo tempo, che, sebbene portasse il peso di ogni sconfitta e l’afflizione di vedere un mondo ogni giorno più sull’orlo del baratro, ha sempre avuto la forza di rialzarsi per affrontare ogni nuova sfida senza darsi per vinto. Tutti noi, specialmente i più giovani, abbiamo perso oggi non soltanto un maestro e un amico, ma un vero punto di riferimento su come affrontare la vita senza rassegnazione, con la consapevolezza di potersi battere per cambiare le cose in meglio. Chi lo ha conosciuto immagina che, ovunque Angelo sia andato, sarà già in prima linea per cambiare le cose in meglio.

 

 

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1 Commento


  • Marta

    Eterno ragazzo libero

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