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Solidarietà agli anarchici campani sotto attacco

La comunicazione delle carte giudiziarie ha portato alla luce un nuovo teorema contro compagni e militanti dei movimenti campani. Un’inchiesta che a partire infatti dalla contestazione di condotte come la manifestazione non autorizzata o l’interruzione di pubblico servizio costruisce addirittura l’imputazione di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, chiedendo l’arresto per ventuno persone e il sequestro del centro studi libertari Louise Michel e dello spazio anarchico 76/A, luoghi di condivisione sociale, politica e culturale. Impossibile non vedere il carattere totalmente pretestuoso, ideologico e intimidatorio di operazioni come questa, l’ennesima forzatura in chiave securitaria e propagandistica che poteva già avere gravi conseguenze se non fossero state rigettate le richieste di arresti e dei sequestri stante l’assoluta fumosità delle imputazioni. Ma la Procura non demorde e il 22 febbraio andrà in appello con le stesse richieste!

E’ significativo come la costruzione narrativa dell’inchiesta operi in particolare una criminalizzazione preventiva di chi sceglie di
affrontare determinati temi, come la critica radicale dell’istituzione carceraria, che da sempre appartengono invece al background e ai percorsi dei movimenti. Ma che evidentemente sono considerate “inaccettabili” in un paese in cui l’imprenditoria politica della paura da grandi dividendi elettorali e il securitarismo si traduce in quell’educazione fascista di massa che i media mainstream spacciano per “racconto del reale”.

Apprendiamo inoltre che nel teorema accusatorio della procura, gli anarchici a Napoli avrebbero operato “infiltrandosi” nei movimenti per “istigarli” ad affrontare le tematiche politiche della repressione e del carcere, anche dando ospitalità in iniziative pubbliche ad esponenti dei cicli di lotte degli anni ’70-’80: rigettiamo questa ricostruzione e rendiamo pubblicamente noto alla procura che non c’è bisogno di alcuna infiltrazione per la trattazione di temi che appartengono alla nostra storia e cultura politica collettiva.

La solidarietà alle compagne e ai compagni imputati, e alle esperienze che questa operazione mette in pericolo, è quindi anche una presa di posizione necessaria e forte in sostegno della libertà e dell’agibilità dei movimenti da ogni forma di censura repressiva e di santa inquisizione.

Mensa Occupata
Laboratorio Politico Iskra
Zero81 – Laboratorio di mutuo soccorso
Bancarotta Bagnoli
Insurgencia
Collettivo Comunista Internazionalista
Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo
Csoa Officina 99 / Lab. Occ. Ska
Comitato di quartiere “Sgarrupato” di Montesanto
Non una di meno – Napoli
Laboratorio Comunista Casamatta-LCC
Lido Pola
Sinistra Anticapitalista Napoli
Rete dei comunisti Napoli
CAP 80126 – Centro Autogestito Piperno
Link Napoli

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