Da alcuni mesi nella zona occidentale di Napoli – nel quartiere Bagnoli/Coroglio – è in corso un articolato movimento di lotta ed una diffusa mobilitazione contro il progetto di manomissione urbana ed ambientale propedeutico allo svolgimento, nel 2027, alle gare internazionali dell’America’s Cup.
Già prima dell’estate scorsa, quando l’Amministrazione cittadina ha iniziato il suo lavorio istituzionale e legislativo per determinare le condizioni per la realizzazione di questo gigantesco affare abbiamo denunciato i pericoli per la popolazione locale e per l’intera area metropolitana di questa operazione (https://contropiano.org/interventi/2025/05/29/lamericas-cup-a-napoli-una-ulteriore-accelerata-per-affermare-luso-antisociale-dello-spazio-urbano-0183564).
Ebbene – del resto non era difficile – siamo stati, assieme ai comitati locali, ai movimenti di lotta ed alle associazioni indipendenti che agiscono in zona, abbastanza precisi nell’anticipare l’attuale corso di autentico stupro territoriale che si sta consumando attraverso una tempistica sempre più incalzante tenendo conto delle stringenti scadenze contrattuali imposte dagli intervenuti accordi economici e logistici tra l’Amministrazione Comunale e i vari team internazionali che organizzano tale evento.
Infatti nelle ultime settimane si vanno moltiplicando le forme della mobilitazione (la manifestazione dello scorso 7 febbraio e, soprattutto, i blocchi stradali effettuati dagli abitanti contro l’allucinante movimentazione di camion che percorrono il quartiere in tutte le ore del giorno e della notte) ma – anche nel fronte istituzionale – stiamo registrando una ulteriore blindatura autoritaria tesa ad assicurare il celere funzionamento dei cantieri e l’allestimento di opere e strutture palesemente invasive.
Il tutto mentre il Sindaco di Napoli, nonché Commissario Straordinario di Governo, tuona contro “i piccoli gruppi che protestano e chi diffonde notizie socialmente allarmanti”.
Per smentire questa narrazione tossica nei giorni scorsi gli attivisti di Potere al Popolo hanno rilanciato l’allarme del Professor Benedetto De Vivo, già consulente della Procura della Repubblica e tra i massimi esperti mondiali di geochimica, circa la pericolosità dell’intervento in atto che sta trasformando la zona flegrea in una enorme produzione e concentrato di sostanze nocive ed ipercancerogene. (https://contropiano.org/regionali/campania/2026/02/25/bagnoli-na-400-mila-persone-esposte-a-un-esperimento-chimico-0192320).
Una condizione grave di attentato alla salute pubblico, ai suoli, alla risorsa mare e al complesso dell’eco/sistema di Bagnoli/Coroglio per il quale era previsto, da numerosi accordi interistituzionali sottoscritti negli ultimi decenni dopo la chiusura del ciclo della siderurgia, un futuro ben diverso da quello che si sta configurando in questi mesi.
In tale situazione – anche per rispondere a numerose critiche che hanno evidenziato l’assoluta mancanza di trasparenza, di discussione pubblica e l’autentico esautoramento del Consiglio Comunale di Napoli da parte del vero e proprio comitato di affari Manfredi/Cosenza – l’Amministrazione ha indetto per il prossimo martedì 3 marzo un Consiglio Comunale che si svolgerà nella sede della locale Municipalità.
Una decisione che l’Amministrazione ha dovuto definire per tentare – abbastanza goffamente – di recuperare una autorevolezza ed una credibilità andata perduta sotto il peso dello scempio che si sta quotidianamente consumando, degli accertati pericoli per la Salute pubblica, dell’avvio di alcune indagini penali da parte della Procura e di una, imprevedibile, crisi Bradisismica che non da segni di stasi e di tranquillità.
In questa giornata – che assume una forte valenza politica non solo per Bagnoli ma per il complesso dei variegati progetti di ristrutturazione urbanistica e territoriale in atto in tutto il territorio metropolitano – l’Unione Sindacale di Base ha indetto uno Sciopero Generale nella città di Napoli (anche l’organizzazione sindacale SICOBAS ha formalizzato una analoga decisione) per rappresentare la necessità di una opposizione a tutto tondo a tale scellerato ed antisociale progetto.
Un intervento affaristico e speculativo che – al di là della sua fisionomia eccezionale derivante dalla dimensione spettacolare ed internazionale dell’evento – è pienamente in sintonia ed integrato nella più generale ed articolata trasformazione in atto da Est ad Ovest della città e dalla zona Nord fino al Centro Storico ed Antico di Napoli. Uno sconvolgimento dello spazio urbano, degli assetti territoriali e dei flussi economici sempre più orientati e sussunti dalla crescente dimensione finanziaria e dalle attività legate alla complessa fenomenologia dell’Overtourism e delle tipologie di lavoro povero, malsano e malpagato.
Un presunto nuovo ciclo economico e sociale di Napoli e della sua area metropolitana – sintetizzato nei vari progetti del PNRR e nel famigerato “Patto/Pacco per Napoli” sottoscritto all’epoca del governo Draghi – di cui si fanno garanti politici ed amministrativi gli uomini, i partiti, i gruppi economici, le associazioni professionali e il sistema delle imprese che hanno trovato una, temporanea, sintesi politica e nella configurazione della modalità di governance espressa dall’attuale sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e dal Presidente della Regione, Roberto Fico.
Il tutto con lo sguardo accondiscendente del Governo di Giorgia Meloni che, a fronte dei programmi concreti che tale blocco politico e sociale intende realizzare, non ha mostrato difficoltà nell’assegnare a Manfredi la responsabilità di Commissario Straordinario di Governo e di elargire fondi e risorse economiche considerevoli.
La mobilitazione di Bagnoli/Coroglio assurge – dunque – una rilevanza importante ai fini della costruzione di una articolata opposizione politica e sociale verso una idea di area metropolitana che abbiamo definito – Città/Negata – per simboleggiare la perdita progressiva di servizi pubblici, di tutele economiche universali, di elementi di giustizia ambientale e per contrastare la generalizzazione di inedite forme di nuova povertà e/o emarginazione sociale che cominciano a palesarsi come riferiscono, continuamente, gli stessi dati statistici ufficiali.
Martedì 3 marzo a Bagnoli ma – nel prossimo periodo – in tutta la città occorre valorizzare e connettere le forme di resistenza e le tante vertenze che mettono in discussione l’operato dell’Amministrazione Comunale anche – ma non solo – in vista delle prossime elezioni comunali dove l’obiettivo di rimuovere Manfredi da Palazzo San Giacomo diventa una emergenza democratica e sociale non più rinviabile.
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