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La Democrazia riparte da Napoli Est: partecipazione, critica politica e rilancio della città

San Giovanni a Teduccio – Una sala consiliare della VI Municipalità gremita e attenta ha fatto da cornice all’incontro pubblico dal titolo “La Democrazia riparte da Napoli Est”, promosso come momento di confronto politico e civico sulle prospettive della città e, in particolare, dell’area orientale di Napoli.

Ad aprire i lavori è stato Sandro Fucito, presidente di Circoscrizione, che ha accolto i partecipanti sottolineando la necessità di ricostruire spazi di partecipazione democratica nei quartieri e nei territori spesso esclusi dai processi decisionali. Al centro del dibattito, il ruolo di Napoli Est come laboratorio politico e sociale capace di contribuire alla rinascita dell’intera città.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’incontro. Tra questi, quello di Michele Franco, rappresentante di Potere al Popolo, che ha posto l’accento su alcune questioni di carattere metodologico relative al prosieguo delle attività del comitato promotore.

Franco ha evidenziato l’esigenza di definire strumenti chiari e realmente partecipati, affinché il percorso avviato possa svilupparsi attraverso il coinvolgimento effettivo di cittadini, associazioni e realtà sociali del territorio, evitando modelli organizzativi verticistici e favorendo invece il confronto democratico.

Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Enzo Morreale, storico attivista dell’area orientale, che ha ripercorso alcune delle principali battaglie civili e sociali che hanno caratterizzato negli anni Napoli Est. Morreale ha richiamato la necessità di non disperdere il patrimonio di esperienze maturato nei quartieri popolari e di trasformare la memoria delle lotte territoriali in una forza propulsiva per affrontare le sfide attuali.

A seguire, Franco Specchio, esponente dell’ANPI Napoli Est, ha sottolineato il valore della partecipazione e della difesa dei principi costituzionali come fondamento imprescindibile della vita democratica. Nel suo intervento ha richiamato i temi dell’antifascismo, della giustizia sociale e della tutela dei diritti, evidenziando l’importanza del ruolo delle associazioni nel mantenere vivo il legame tra cittadini e istituzioni.

Tra le voci più giovani presenti al dibattito quella di Marco Cappuccio, attivista politico dell’area orientale, che ha posto l’accento sul coinvolgimento delle nuove generazioni nella costruzione di una proposta politica capace di guardare al futuro. Cappuccio ha evidenziato come i giovani debbano tornare ad essere protagonisti della vita pubblica, contribuendo con idee e competenze ai processi di trasformazione del territorio.

Di particolare interesse anche l’intervento di Mina Raiola, che ha affrontato il tema dell’autonomia differenziata, esprimendo forti preoccupazioni rispetto agli effetti che tale riforma potrebbe produrre sul Mezzogiorno e sulle aree più fragili del Paese. Raiola ha evidenziato il rischio di un ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali e la necessità di difendere il principio di uguaglianza nei diritti dei cittadini.

A chiudere l’incontro è stata la relazione di Luigi De Magistris, accolta con particolare attenzione dal pubblico presente. L’ex sindaco di Napoli ha tracciato una lettura critica dell’attuale fase politica e amministrativa della città, denunciando quella che ha definito una progressiva perdita di partecipazione democratica e di attenzione verso i bisogni reali dei quartieri popolari.

Nel suo intervento De Magistris ha rivolto forti critiche all’attuale amministrazione cittadina, sostenendo la necessità di costruire un’alternativa politica fondata sul protagonismo dei cittadini, dei movimenti e delle realtà sociali. Al tempo stesso ha lanciato un messaggio di fiducia e di mobilitazione, richiamando la necessità di un riscatto di Napoli che parta proprio dalle periferie e dai territori più esposti alle difficoltà economiche e sociali.

Più volte è emerso nel corso dell’incontro il tema della partecipazione come antidoto alla disaffezione politica. I relatori hanno ribadito che il rafforzamento della democrazia passa attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali, nella convinzione che soltanto una presenza attiva e organizzata della società civile possa incidere realmente sulle scelte che riguardano il futuro della città.

Non sono mancati attacchi politici al cosiddetto “campo largo”, definito da alcuni interventi come un modello incapace di interpretare le esigenze popolari e segnato da pratiche ritenute lontane dai principi di trasparenza e partecipazione. Da più parti è stata espressa la volontà di costruire un percorso politico alternativo, fondato sul radicamento territoriale, sulla presenza nei quartieri e sulla partecipazione dal basso.

L’incontro di San Giovanni a Teduccio si è concluso con l’impegno a proseguire il confronto nei prossimi mesi, nella convinzione condivisa dai presenti che “la democrazia riparte da Napoli Est” non debba restare soltanto uno slogan, ma trasformarsi in un percorso concreto di impegno civile e politico per il futuro della città.

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