Il problema non è solo l’eventuale ingresso dei privati oggi, ma la strada che si decide di imboccare. La forma societaria della S.p.A., per sua natura, rende più semplice un domani aprire il capitale ai privati o giustificare nuovi processi di privatizzazione.
C’è chi sostiene che questa trasformazione sia necessaria per evitare che la Corte dei Conti impugni il rinnovo dell’Azienda Speciale, con il rischio di un commissariamento e di una gara che potrebbe finire nelle mani di un soggetto privato. Ma questa non è affatto una certezza.
Anche la scelta della S.p.A. pubblica potrebbe essere contestata perché in contrasto con la volontà popolare espressa nel referendum sull’acqua pubblica. Il punto, allora, è un altro: dov’è la volontà politica di difendere davvero la gestione pubblica dell’acqua?
La sensazione è che il PD, il sindaco Manfredi e le forze che governano il Comune abbiano ormai accettato l’impostazione del DDL Concorrenza, nato con il governo Draghi e rafforzato dal governo Meloni.
Una norma che rende sempre più difficile mantenere i servizi pubblici fuori dalle logiche del mercato e che, di fatto, spiana la strada alle privatizzazioni. In questo quadro napoletano e sulla deriva negli altri distretti, pesa anche il silenzio della Regione Campania e di chi oggi si propone come alternativa, a partire da Roberto Fico.
Il presidente della regione prende posizione solo sulla GRIC, grande adduzione campana, e resta a guardare le privatizzazioni dei distretti idrici. Su una questione così decisiva per il futuro dell’acqua pubblica a Napoli e non solo, non bastano dichiarazioni di principio: serve una posizione chiara e coerente. L’acqua non è una merce. È un bene comune.
Il referendum del 2011 non può essere richiamato solo quando fa comodo: va rispettato fino in fondo, difendendo strumenti realmente coerenti con quella volontà popolare. Chi governa oggi Napoli, la Regione e chi ambisce a governare un domani deve dire con chiarezza da che parte sta: dalla parte dell’acqua pubblica o dalla parte di un modello che, passo dopo passo, apre la strada al mercato.
DALLE FONTI AI RUBINETTI, ACQUA PUBBLICA IN TUTTI I DISTRETTI!
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