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Bologna. Intimidazioni naziste contro chi si oppone alla guerra

Il Primo Maggio dei lavoratori e delle lavoratrici non si tocca: denunciamo le minacce e le intimidazioni dei nazifascisti contro chi si oppone alla guerra. Conferenza stampa.

Ieri l’Unione Sindacale di Base ha dato vita a una piazza per la giornata dei lavoratori e delle lavoratrici, un Primo Maggio che quest’anno non poteva non tenere conto della guerra in Ucraina e del rischio di una escalation che porta alla terza guerra mondiale, con l’aumento delle spese militari e con una economia di guerra che va a peggiorare il carovita, colpendo soprattutto le fasce popolari.

Per questo abbiamo chiamato la nostra piazza “Abbassare le armi, alzare i salari”, parole semplici che stiamo portando in giro in tutta Italia, per la pace e per i diritti di tutti.

Sappiamo che la posizione contro la guerra dà fastidio a chi invece dalla guerra ci guadagna qualcosa, economicamente e politicamente.

Dentro la piazza, la giornata è stata ricca di attività, nei tre momenti di discussione, contro la guerra, contro il lavoro povero, e nel ricordo del compagno Valerio Evangelisti, e con momenti di socialità, culturali e artistici.

Fuori dalla piazza, si sono aggirate tutto il giorno persone evidentemente poco contente delle nostre posizioni pacifiste, alcuni dei quali già visti in azioni di provocazione in occasione della festa di strada “Oltre il Ponte” organizzata dal circolo Granma, che anche ieri ci ha aiutato nell’organizzazione, il 23 aprile a pochi passi in via Ferrarese.

In quell’occasione, un nutrito gruppo di persone ucraine avevano provocato minacciando il banchetto del Comitato Ucraina Antifascista.

Nell’occasione erano venute fuori le posizioni esplicitamente naziste di una parte consistente del gruppo: dal rivendicarsi la figura di Stepan Bandera, all’ostentazione di simboli e cori nazionalisti ucraini, arrivando addirittura a presentare la strage di ebrei ucraini come fatto giusto e rivendicandola come atto necessario alla costituzione della patria.

Durante quell’occasione i compagni che hanno contenuto con ferma determinazione la provocazione erano stati minacciati esplicitamente, e nei giorni successivi minacce altrettanto pesanti erano state lanciate sui canali social.

A fine serata abbiamo trovato due “regali” sgraditi. Un tentativo di rompere una porta del Barnaut, anche questo attivo insieme a noi nella giornata di ieri, e una macchina di compagni con due ruote squarciate evidentemente con un coltello.

La guerra in Ucraina sta avendo degli effetti diretti anche in Italia e a Bologna, con un clima sempre più guerrafondaio in cui il sindaco si dichiara a favore dell’invio di armi, e in cui inoltre al 1° Maggio concede una piazza ai neofascisti che si proclamano “Patrioti”. È evidente che queste condizioni legittimano le posizioni violente dell’estrema destra.

Non possiamo inoltre dimenticare che oggi, 2 maggio, è l’ottavo anniversario della strage della Casa dei sindacati di Odessa, in cui 42 sindacalisti e militanti vennero bruciati vivi o linciati dalle milizie naziste che sostenevano il golpe di Euromaidan.

Una delle più pesanti stragi di matrice nazi-fascista dalla Seconda guerra mondiale, ci ricorda oggi più che mai le tragiche conseguenze della legittimazione e della concessione di agibilità delle forze neo-naziste.

Dopo le provocazioni del 23 aprile, questi segnali sono preoccupanti. Per questo invitiamo tutte le realtà antifasciste e contro la guerra a restare vigili contro questo clima di tensione.

Su questo tema convochiamo una conferenza stampa per domani martedì 3 maggio presso la sede dell’USB in via Saffi 69 alle ore 11.00.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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3 Commenti


  • Ewiak Ryszard

    Per il momento, la guerra nucleare globale non è una minaccia per noi. Una volta i discepoli chiesero a Gesù: “Dicci, quando accadranno queste cose? E quale sarà il segno, quando tutte queste cose cominceranno a compiersi?” (Marco 13:4) Gesù ha sottolineato: “Allora sentirete parlare di guerre e voci di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non è ancora l’adempimento (del segno).” (Matteo 24:6)
    “Quando poi sentirete parlare di guerre e di disordini, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito l’adempimento (del segno).” (Luca 21:9)
    La guerra nucleare globale, (questo sarà l’adempimento del segno di Gesù), inizierà con un conflitto etnico: “Poiché si leverà nazione contro nazione”, come nel 2008 in Georgia. (Matteo 24:7)
    Nel Libro di Daniele si legge: “Al tempo fissato [il re del nord] tornerà [le truppe russe torneranno dove erano precedentemente stanziate. Questo significa anche la grande crisi, la disgregazione dell’UE e della NATO. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia] ed entrerà a sud [a causa del conflitto etnico], ma non sarà come la prima volta [Georgia – 2008] e come più tardi [l’attuale guerra. Anche questo non si trasformerà in una conflagrazione globale. Questo accadrà più tardi], perché gli abitanti delle coste di Kittim [americani], verranno contro di lui, e crollerà [mentalmente], e se ne ritornerà.” (Daniele 11:29, 30a)
    Questa volta sarà una guerra mondiale non solo di nome. Verrà usata anche una spada di grande potenza. (Rivelazione 6:4) Gesù lo ha caratterizzato in questo modo: “Cose terrificanti [φοβητρα] anche [τε] e [και] straordinaria [σημεια] dal [απ] cielo [ουρανου] potenti [μεγαλα] saranno [εσται].” (Luca 21:11)
    E per questo motivo ci saranno anche significativi tremori in lungo e in largo le regioni [di importanza strategica], e carestie ed pestilenze.
    Alcuni antichi manoscritti contengono le parole “e gelate” [και χειμωνες].
    L’aramaico Peshitta: “e saranno grandi gelate” [וסתוא רורבא נהוון]. Oggi lo chiamiamo “inverno nucleare”.
    In Marco 13:8 ci sono anche parole di Gesù: “e disordini” [και ταραχαι] (nel senso di confusione e caos).
    L’aramaico Peshitta: “e confusione” [ושגושיא] (sullo stato dell’ordine pubblico).
    Questo segno estremamente dettagliato si adatta a una sola guerra. Questo, tuttavia, non sarà la “fine del mondo”. Gesù ha dichiarato: “Ma tutte queste cose saranno soltanto l’inizio delle doglie di parto.” (Matteo 24:8, LND)
    Questo sarà un segno che il “giorno del Signore” (il giorno del giudizio) è davvero iniziato. (Rivelazione 1:10)


    • Redazione Roma

      da questa dotta esposizione manca la sintesi. Per le profezie rivolgersi al giornalaio a fianco


  • . Sergio Binazzi

    Pare che ci siano ancora glossatori in giro, il grande erudito del commento si crede uno di quelli. C’è più bisogno di gente con i piedi per terra che di questi cosiddetti profetti, molto azzeccato il commento della redazione.

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