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Bologna. Antifascisti e Federico Serra contestano Salvini (e Meloni)

Oggi al quartiere Pilastro abbiamo contestato la passerella elettorale della Destra, mentre si sta scatenando la filiera della repressione. E lo s’è visto plasticamente anche oggi, con decine di agenti antisommossa schierati davanti a un evento da cui la stessa Meloni ha dato forfait. E lo si vede col tentativo di criminalizzare la protesta “No Meloni Day” organizzata dalle studentesse e dagli studenti di Cambiare Rotta e OSA.

Durante la contestazione Federico Serra ha detto: “Quello che è successo a Bologna sabato è la conseguenza di decenni di politiche antisociali su cui possono provare a guadagnare terreno di neofascisti, sia dei gruppi extra parlamentari sia dei partiti di governo.

Ci sono grandi responsabilità del PD e dei suoi alleati, che da anni gestiscono l’ordine pubblico a Bologna tramite il Patto Lepore-Piantedosi. Non ci si può stupire se il governo più a destra della storia repubblicana lascia spazio ai gruppi neofascisti, quando i sindaci del PD chiedono a gran voce l’intervento dei militari in piazza XX settembre a Bologna, al Gran Reno a Casalecchio, e ovunque ci siano problemi sociali che le giunte locali non riescono più a gestire furia di tagli e appalti.

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1 Commento


  • Sergio Binazzi

    è proprio così I fascisti a bologna e non solo, si sentono legittimati sia dal governo che dalle amministrazione locale, che continua a definirsi antifascista ma agisce in altro modo. ho 73 anni e da sempre compagno e ricordo che una volta qui i fascisti erano ghetizzati, come giusto che sia il loro posto è nelle fogne, si diceva. purtroppo è cambiato tutto ma dobbiamo sempre comunque resistere, l’antifascismo è sacrosanto.

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