A partire dall’inizio dell’anno accademico, quando governo, regione, ER.60 e Unibo hanno lasciato gli studenti senza risposte davanti alla mancanza della metà delle borse di studio, ci siamo mobilitati con gli studenti per ricevere garanzie e fare erogare tutte le rate ad ogni idoneo.
Dalle tende sotto ER.GO, ai presidi sotto la regione, sotto ER.GO, sotto il senato accademico di Unibo, fino alle piazze del NO MELONI DAY del 14 marzo, e lo sciopero universitario del 7 maggio: siamo riusciti a conquistare la copertura totale delle borse di studio attraverso la mobilitazione costante di mesi e mesi con gli studenti.
Alla conferenza stampa, l’assessore Paglia ha detto che, per coprire gli ultimi 5 milioni mancanti sono stati usati i soldi che rimanevano dal semestre filtro di medicina, risorse eccezionali trovate nel bilancio di ER.GO. Per questo i 2.5milioni dell’Unibo che avevamo fatto stanziare con la nostra mozione in CdS, come detto da Paglia, verranno tenuti per I’anno prossimo.
E infatti quest’anno si è riusciti a coprire le borse di studio per il rotto della cuffia e grazie alle mobilitazioni, ma l’anno prossimo sappiamo che la situazione sarà peggiore.
Sappiamo già che l’anno prossimo non ci saranno i soldi del PNRR, di cui già quest’anno si era avuto un buco di 15 milioni che non sono mai stati inviati dal governo
Per questo l’idea del governo è di rivedere le leggi nazionali per eliminare le maggiorazioni introdotte con il PNRR, restringere il numero possibile di idonei, e di mettere un tetto massimo di risorse che possono essere investite sugli internazionali.
L’intenzione della Regione è invece quella di anticipare iÌ bando, e probabilmente di introdurre criteri di merito e ISEE più stringenti, aumentare la tassa regionale per lo studio, e seguire l’idea del governo nel taglio delle maggiorazioni.
Inoltre l’anno prossimo non è sicuro il rinnovo del FSE (Fondo Sociale dell’Unione Europea), che quest’anno è stato speso nelle borse di studio dalla Regione.
Questo perchè il governo intende invece investire nel riarmo e nei tanti fronti di guerra di cui è complice.
E quindi chiaro che il governo non intende assolutamente finanziare il diritto allo studio, ma è pronto a tagliare fuori dall’università possibili studenti, rendendola ancora di più un luogo inacessibile, mentre invece investe in guerra e riarmo.
Per questo ribadiamo nelle piazze che il diritto allo studio è una priorità e rispondiamo alla chiamata dell’Unione Sindacale di Base in due date, il 18 maggio con lo sciopero generale, a fianco della Flotilla come abbiamo fatto quest’autunno, contro guerre, genocidio e riarmo, il 23 maggio nella manifestazione operaia nazionale a Roma, contro governo, economia di guerra, schiavi mai!
Porta con noi le tue istanze all’incontro con Er.Go del 29 maggio. Vogliamo risposte sul nostro futuro!
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