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La Questura annuncia lo sgombero della ex Pennicillina: il 10 dicembre. E la gente dove la metteranno?

Un comunicato diffuso dalla Questura e inviato a tutte le autorità competenti, ha di fatto dichiarato una sorta di zona rossa intorno alla ex Pennicillina, una grande fabbrica abbandonata e degradata da anni in cui sono andati a “vivere” circa ottocento persone, molti immigrati ma anche poveri e senza tetto italiani.

La Questura chiede di far sgomberare le strade dalle macchine, di fermare la circolazione sulla Tiburtina in direzione Raccordo Anulare e tenere tutti alla larga dalla sera del 9 dicembre alla mattina del 10 dicembre “in occasione delle operazioni straordinarie di controllo presso il sito industriale dismesso ex Pennicillina”.

Si prepara così una operazione in grande stile annunciata da tempo. Dalla circolare inviata alle autorità competenti manca però una pagina fondamentale (o almeno non è nota): che fine faranno le centinaia di persone sgomberate dalla ex Pennicillina? Dove dormiranno la sera del 10 dicembre e nei giorni successivi? Se dobbiamo valutare le conseguenze dello sgombero nella vicina via Scorticabove avvenuto questa estate, i rifugiati sudanesi, pur in possesso di diritto d’asili riconosciuto, sono stati lasciati in mezzo alla strada e si sono dovuti arrangiare con tende e teloni.

L’altra pagina che manca, e che obiettivamente non spetta alla Questura riempire ma alle autorità competenti, che cosa ci si farà con la ex Pennicillina? Verrà di nuovo lasciata al degrado totale come è avvenuto fino ad oggi o c’è qualche idea per  rimettere l’area a disposizione della comunità? O forse lo sgombero è l’ennesimo favore a qualche speculatore privato che prenderà i soldi pubblici per la bonifica e incasserà i soldi privati con qualche palazzone commerciale?

Le realtà popolari della Tiburtina avevano indetto per venerdi 14 un incontro cittadino proprio per discutere come gestire la situazione alla ex Pennicillina sulla base di una road map ben definita: evacuare, alloggiare, requisire, bonificare, rigenerare. Ma il 10 dicembre le autorità hanno deciso una agenda radicalmente differente mettendo in campo lo sgombero di ottocento persone in condizioni di povertà.

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