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Roma. Nelle periferie serve il riscatto non i militari per strada

Il Messaggero riportava un articolo su San Basilio accanto alla pagina dove si dibatteva sull’esercito nelle periferie est di Roma.

Un reportage sensazionalista, in cui esce l’immagine di un quartiere da cui è difficile uscire vivi. Una visione totalmente distante dalla realtà, in cui si propongono lezioni a scuola con i Carabinieri per educare alla legalità e combattere così la criminalità con “la cultura”. Per il Messaggero, “cultura” sarebbero i Carabinieri a scuola in un quartiere dove la dispersione scolastica è fortissima, la media dei laureati è del 4 % rispetto al 21% della città, dove le scuole non hanno risorse economiche per far fronte alle problematiche dei ragazzi e sono completamente abbandonate a sé stesse.

Non si parla, nel reportage, dello smantellamento dello Stato sociale imposto dall’austerità e della disuguaglianza sociale che è esplosa come una bomba, lasciando territori come San Basilio senza risorse economiche e sociali per affrontare quella che da sempre è una situazione di marginalità e disagio sociale. Non si parla delle tante esperienze di riscatto popolare e partecipazione dal basso, come il Centro popolare San Basilio o l’Asia Usb, attive nel quartiere.

Dopo i fatti di Centocelle, ci vengono a dire che la soluzione sarebbero i militari nelle strade e il Messaggero pubblica il “classico” reportage sulla periferia che criminalizza un intero quartiere.

La realtà è ovviamente più complessa di quell’immagine distorta e superficiale che dà il Messaggero. Sicuramente, la soluzione passa per un rilancio dei quartieri popolari con investimenti sociali e creazione di posti di lavoro, un piano strutturale che non può arrivare senza un impegno popolare che nasca dai territori, lontano dal politicismo di chi non ha il coraggio di scelte radicali.

Proprio perché siamo convinti che l’unica soluzione ai gravi problemi della periferia sia l’organizzazione degli abitanti per rivendicare diritti e giustizia sociale, abbiamo creato la Rete di Solidarietà Popolare come alternativa e strumento per il riscatto dei nostri quartieri. Continueremo ad impegnarci ed essere presenti nel territorio, a disposizione dei singoli e di tutte le realtà che credono nella solidarietà popolare come motore per un vero cambiamento.

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