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Traporti pubblici Lombardia. Verso lo sciopero del biglietto e degli abbonamenti

Tutti sanno benissimo che noi pendolari in Lombardia subiamo quotidianamente i disservizi di un trasporto pubblico gestito in modo a dir poco indecente.

Noi pensiamo che l’unica strada per ottenere un servizio di trasporto pubblico sicuro e di qualità sia quella della mobilitazione organizzata dei pendolari e questo sciopero è solo un primo passo per portare la voce dei pendolari ai vertici di Trenord, ma anche nelle istituzioni locali e nazionali e costringere istituzioni e imprese a cambiare politiche.

Le tante dichiarazioni del PD e della Lega, che strizzano l’occhio ai problemi dei pendolari e si rimpallano le responsabilità, sono solo dettate da opportunismo politico e d’altronde non ce ne stupiamo. Si tratta proprio delle forze politiche che in questi anni, al di lá delle false contrapposizioni, hanno perseguito ugualmente la strada dei tagli al trasporto pubblico, a livello locale e nazionale, e delle conseguenti privatizzazioni.

Il tutto in nome del famoso “pareggio di bilancio” e delle politiche scellerate di taglio della spesa pubblica, imposte dall’Unione Europea, che hanno devastato e tagliato le gambe non solo al trasporto pubblico, ma anche a tutti gli altri settori pubblici fondamentali, come sanità, istruzione e servizi sociali.

Sono insomma le forze politiche che ci hanno portato in questo stato di degrado del servizio pubblico. Noi vogliamo che la si smetta di tagliare continuamente le risorse del tpl, sia a livello nazionale che locale, e che il trasporto pubblico sia gestito dal pubblico e non diventi la mangiatoia dei privati, che sappiamo dove porta; i tanti esempi di mala gestione delle infrastrutture pubbliche da parte dei privati, a partire da autostrade, stanno lì a dimostrarlo.

Per questo ci opponiamo anche alla privatizzazione di ATM, che Sala sta tenendo ben nascosta, ma è ormai questione di mesi. L’aumento del costo di biglietti e abbonamenti è servito proprio a rendere più profittevole questa operazione di privatizzazione e non certo al miglioramento del servizio, che infatti rimane quello che è, né a coprire i costi “insostenibili” delle nuove metro (visto che ATM vanta milioni di utili!!).

Vogliamo inoltre forme di rappresentanza e controllo reale da parte dei pendolari e non la farsa del “rappresentante dei viaggiatori”.

Sappiamo poi che la mala gestione pesa sulle spalle dei pendolari come su quelle dei lavoratori, che si trovano in una cronica situazione di carenza di personale a causa dei continui tagli, con condizioni di lavoro insostenibili.

A ciò si aggiunge la piaga dell’esternalizzazione di molti servizi, come quelli di pulizia, che crea una guerra tra poveri tra lavoratori di serie a e di serie b.

Vogliamo quindi la reinternalizzazione di tutti i servizi e un piano di assunzioni straordinario. Per questo abbiamo detto che la lotta deve essere unita tra pendolari e lavoratori.

Accanto ai quotidiani ritardi e cancellazioni, è inoltre palpabile la situazione di insicurezza e degrado in cui versano le infrastrutture con guasti continui nei vagoni, per esempio ai sistemi di condizionamento e riscaldamento e alle porte.

La gestione non trasparente della manutenzione è proprio una delle ragioni per cui chiediamo forme reali di rappresentanza dei viaggiatori, non ruoli consultivi e di facciata, ma poteri di proposta e iniziativa, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e l’accesso a tutte le informazioni relative.

Solo così possiamo creare le condizioni per un servizio pubblico di qualità, in cui ci sia un “controllo popolare” sull’operato del management e non si ripetano le situazioni clientelari e di mala gestione; questa è la soluzione e non la privatizzazione! non è accettabile che gli utenti del trasporto pubblico non abbiano la possibilità di incidere in questo senso!

Sappiamo comunque benissimo che Trenord gestisce la manutenzione in una logica esclusivamente emergenziale, al verificarsi dei guasti e non programmata in modo strutturale. Di fatto, manutenzione e sicurezza costituiscono solo delle voci da tagliare e i tanti incidenti ne sono la tragica prova. Stessa cosa vale per RFI e quindi per lo stato delle infrastrutture e delle linee, come hanno dimostrato gli “incidenti” di Lodi e Pioltello.

Ci sembra ridicolo e insultante per le vittime chiamare incidenti ciò che avrebbe potuto essere evitato con una gestione diversa. Tra l’altro RFI, come abbiamo già denunciato, ha tagliato decine di migliaia di addetti manutenzione negli ultimi anni, salvo poi appellarsi all'”errore umano” per l’incidente di Lodi. Non sono errori umani, sono scelte politiche aziendalistiche di taglio dei costi, che non dovrebbero riguardare i servizi pubblici!

Portiamo dunque avanti questa battaglia, che è la battaglia di tutti i pendolari, a prescindere dalle tratte e dalle zone; tra di noi ci sono infatti persone che abitano in provincia e lavorano a Milano o in altre zone della provincia, altri che abitano a Milano e lavorano fuori e altri ancora che stanno a Milano. È vero che la situazione dei pendolari è eterogenea ma questa è anche la nostra forza!

Non vogliamo fare una battaglia settoriale perché sappiamo che le dinamiche da combattere sono le stesse per tutti; i tagli al tpl, le privatizzazioni, la carenza di personale, l’assenza di forme di rappresentanza reale sono i problemi che riguardano il pendolare di Pavia come quello di Monza. Tenere unite le lotte sulle questioni di fondo che riguardano tutto il trasporto pubblico è quello che ci dá maggior forza nell’andare a portare la nostra voce ai piani di alti di istituzioni e imprese.

Sull’organizzazione, l’obiettivo è diffondere la mobilitazione, unita sui contenuti e sulle soluzioni, in un territorio sempre più ampio, anche questo è un passo fondamentale affinché la nostra battaglia sia efficace.

Quanto all’emergenza Coronavirus, l’attuale situazione ha fatto emergere ancora di più le contraddizioni di una gestione tutta piegata al taglio dei costi e al profitto, sulla pelle degli utenti. Trenord infatti ha dichiarato di avere sanificato i treni e di effettuare continue igienizzazioni.

Tuttavia queste misure si rivelano inutili perché la stessa Trenord ha ridotto la frequenza delle corse di regionali e suburbani, di fatto costringendo i pendolari che ancora affollano i treni ad ammassarsi nuovamente sui pochi treni disponibili. E non stiamo parlando certo di poche centinaia di pendolari!

Insomma Trenord, con il lungimirante spirito imprenditoriale che la contraddistingue, è riuscita a mettere una pezza peggiore del buco,esponendo a nuovi pericoli i pendolari.

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Come comitato Sporchi Cattivi e Pendolari, abbiamo lanciato il primo sciopero dei pendolari in Lombardia per la settimana 9-13 marzo.

Qui sotto i link alla piattaforma rivendicativa dello sciopero e alle modalità con cui ciascuno può partecipare.

https://m.facebook.com/331873294062723/photos/a.335988283651224/571057940144256/?type=3&source=48

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