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Torino. Conferenza stampa davanti al tribunale contro il 41-bis e per Alfredo Cospito

Da 80 giorni Alfredo Cospito è in sciopero della fame contro il regime di tortura rappresentato dal 41 bis che gli è stato imposto dopo 10 anni di carcere. Un regime detentivo che spesso viene usato come strumento di vendetta e accanimento da parte dello Stato contro ogni principio di proporzionalità della pena e dei diritti umani.

Non possiamo dimenticare cosa ha prodotto in questi anni il sistema carcerario di questo Paese: sono oltre 70 i morti suicidi nelle celle italiane dall’inizio del 2022 e alcuni di coloro che si tolgono la vita sono giovanissimi, come nel caso delle Vallette di Torino.

Da una parte abbiamo una situazione fatta di sovraffollamento e di assenza di percorsi di reinserimento, dall’altro abbiamo gli abusi, le torture e le violenze contro i detenuti, che proprio in Piemonte, a Ivrea, hanno portato oltre 45 indagati e diversi sospesi fra polizia penitenziaria, medici, funzionari e direttori pro- tempore. Questi fatti non possono essere dimenticati.

È necessario denunciare con forza l’operato della Corte d’Assise d’Appello e della procura di Torino – da sempre famose per la ferocia repressiva contro i No Tav e le realtà che combattono contro questo sistema antisociale e mortifero – che approfittando anche del rinnovato clima repressivo a livello nazionale, portano avanti un feroce accanimento su Cospito, che rappresenterebbe un gravissimo precedente in materia di contrasto al conflitto sociale.

Anche da Torino e dal Piemonte vogliamo portare la nostra solidarietà ad Alfredo Cospito, come già sta succedendo in altre regioni.

Lunedì 9 gennaio alle ore 12.30 saremo davanti al tribunale di Torino per denunciare le condizioni a cui i detenuti e le detenute sono sottoposti, il regime di 41-bis che ancora vige in alcune carceri della nostra Regione.

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