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Tutto chiuso per i Sardi. Liberi tutti per le lobby straniere

Pensiamo che sia incredibile la disparità di trattamento riservata ad alcune manifestazioni popolari della Sardegna, a fronte di una progressiva abolizione di precauzioni per quanto riguarda il mondo ricettivo costiero.

Se da una parte le autorità proibiscono tassativamente per il secondo anno consecutivo le principali feste popolari della Sardegna, dall’altra si assiste a una permissività fuori dal comune per i flussi diretti verso gli stabilimenti costieri nelle zone del turismo di massa.

A quanto pare le autorità pensano che il virus, a parità di condizioni di affollamento, preferisca colpire le feste dei Sardi e non le discoteche e i locali costieri.

Noi sospettiamo che dietro queste dinamiche ci sia una guerra nei confronti dell’economia delle zone interne, che ricavano grandi benefici da manifestazioni come l’Ardia di Sedilo, il Redentore di Nuoro e le centinaia di manifestazioni popolari che si svolgono in Sardegna nel corso dell’estate.

Evidentemente, dopo che le altre manifestazioni erano già state proibite in periodo di lockdown, queste manifestazioni che ora portano grandi flussi turistici verso l’economia sarda sono viste con fastidio dalle lobby del turismo costiero che – ne abbiamo avuto la prova l’anno scorso – sono capaci di condizionare pesantemente le scelte della politica regionale e delle autorità.

Noi, e con noi l’intero popolo sardo, pensiamo che sia scandalosamente ingiusto che anziché porre dei severissimi controlli sanitari a tutti i turisti in arrivo, venga deciso di fare arrivare milioni di persone senza alcun controllo, per poi proibire le feste popolari dei Sardi col pretesto del pericolo di contagio.

Contagio che evidentemente per le autorità non è possibile nelle navi e negli aerei stracarichi di viaggiatori senza nemmeno mascherina e senza alcun controllo né in partenza né in arrivo, non è possibile in affollati hotel costieri, in brulicanti stabilimenti balneari e in discoteche con persone stipate come sardine.

No, in questi luoghi, spessissimo gestiti dalle lobby straniere del turismo, non c’è evidentemente pericolo di contagio.

Invece il contagio è sicuro in luoghi all’aria aperta, con spazi enormi come l’area dell’Ardia di Sedilo, l’intera città di Nuoro e il monte Ortobene per il Redentore e le centinaia di paesi in cui si sarebbero dovuto svolgere sagre e feste campestri.

Come possiamo pensare che dietro queste scelte non ci siano le pressioni economiche delle lobby straniere, che non vogliono rinunciare a giornate di flussi turistici che si allontanano da loro per andare a visitare le feste della nostra tradizione popolare?

E’ chiaro che davanti a queste pressioni le autorità usano pesi e misure diverse tra feste tradizionali sarde e locali delle grandi lobby turistiche straniere.

Tutto ciò è assolutamente evidente e assolutamente ingiusto!

Per questo motivo convochiamo un sit in di protesta che si svolgerà il giorno martedì 6 luglio alle ore 10 di fronte all’arco di san Costantino, nel santuario di Santu Antine di Sedilo.

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