Siamo di fronte a un’intensificazione con pochi precedenti della guerra imperialista.
L’entità sionista, braccio armato dell’impero statunitense, ha esteso le sue politiche genocidiarie al Libano e all’Iran, con la complicità dell’Europa e in particolare dell’Italia, che a più riprese è stata definita dal governo sionista come uno dei maggiori alleati di “Israele” per via degli innumerevoli accordi economici e militari che continua a intraprendere con esso.
E questa stessa Italia, che ha colonizzato la nostra Sardegna rendendola una base militare per gli eserciti imperialisti e un villaggio vacanze per i turisti, vorrebbe che il 2 giugno festeggiassimo la “festa della Repubblica”?
Noi non ci stiamo.
Vogliamo riappropriarci della nostra terra e dei nostri legami con gli altri popoli del Mediterraneo, rompendo con chi continua ad avvelenare la nostra terra, ad estrarre le nostre risorse, a cancellare la nostra cultura e a costringerci ad emigrare, unendoci alla lotta che da secoli viene combattuta dagli altri popoli colonizzati contro il nostro stesso nemico: il colonialismo, l’imperialismo, la NATO e l’asse USA-UE-“Israele”.
La lotta anti-imperialista è l’unico mezzo per autodeterminarci e poter finalmente costruire una sanità funzionante, un’istruzione per tutti, un lavoro senza sfruttamento, un’economia asservita a chi abita la Sardegna, combattendo l’oppressione di genere e la repressione delle comunità razzializzate; per poter costruire con i popoli nostri vicini delle relazioni basate sulla solidarietà e non sulla dominazione reciproca.
Per continuare a costruirla ci vediamo a Marina Piccola il 2 giugno alle 16:00!
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