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Catania. Occupato il rettorato

Adesso al Rettorato. Un’azione simbolica, fatta da studentesse e studenti dell’Ateneo, per prendere posizione, dire la nostra, difendere l’università pubblica e pretendere che la stessa rompa il silenzio sui gravissimi fatti avvenuti in questi giorni. L’Università non è una élite, ma un luogo di formazione, studio e sperimentazione che va difesa, e noi siamo qui per questo.

Vogliamo che Candeloro Bellantoni oggi pomeriggio venga alla nostra assemblea pomeridiana delle 16 per dirci adesso come continueremo. Vogliamo praticare controllo popolare, vogliamo partecipare, conoscere e soprattutto opporci a questo sistema di baronaggio che per troppo tempo ha caratterizzato l’università in Italia.

Invitiamo alla partecipazione dell’assemblea pomeridiana. Partecipiamo!

Siamo stanchi: vogliamo riscattarci!

MUA – Movimento Universitario Autorganizzato

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Le studentesse e gli studenti universitari catanesi appena è diventata di dominio pubblico la notizia che vedeva l’Università degli Studi di Catania al centro dell’operazione denominata “Università bandita”  hanno fatto sentire immediatamente la loro voce.

Voce che continueranno a fare sentire anche OGGI MARTEDÌ 2 luglio, dalle ore 16, davanti  al Rettorato: “Questo – spiega il CUC (Coordinamento Universitario Catanese) –  perché crediamo fortemente che oggi sia necessario riaffermare a gran voce la centralità delle studentesse e degli studenti dentro l’Università: pretendiamo che il Direttore Amministrativo Bellantoni, che sta in questi giorni rilasciando dichiarazioni a nome dell’Università, ci faccia un chiaro quadro di quello che sta succedendo e succederà dentro UniCt. Pretendiamo che i Diritti degli studenti vengano garantiti, e che questo non sia l’ennesimo giochetto di potere fatto tutto sulla nostra pelle, da far cadere in sordina.

Pretendiamo che questo sia il momento in cui si smetta di dire, come detto invece nelle intercettazioni dal Rettore Basile, che l’Università è un luogo riservato all’elité, ma che invece si ponga chiaramente sul piatto che tutte le Università dovrebbero essere un luogo aperto a tutte e tutti, con un vero Diritto allo Studio, garantito, aldilà di ogni merito individuale, in cui gli studenti e le studentesse hanno garanzia sulle borse di studio, sugli alloggi, sulle mense, e su tutto quello che ci spetta ma che non ci viene dato.

Non c’è nessuna sorpresa per quello che è successo: che l’Università fosse piena di baroni e baroncini lo sapevamo già.

Che si giocasse sulle vite di chi fatica per pagare le tasse, lo sapevamo già.

Però ora la misura è colma: l’Università è di chi la vive, ed è il momenti di affermarlo a gran voce”.

Presente al presidio davanti al Rettorato anche le militanti e i militanti del MUA – Movimento Universitario Autorganizzato: “A seguito dei fatti che hanno visto smantellare i vertici dell’Università degli Studi di Catania per corruzione, e che vedono coinvolte varie altre Università d’Italia,  insieme ad altri studenti, collettivi e associazioni universitarie ci siamo incontrati davanti al rettorato per prendere parola sui fatti e organizzarci.

Generazione dopo generazione, centinaia di persone sono state scartate per far post dentro l’università ad amici e parenti dei soliti noti e per questo è ovviamente necessario continuare ad accertarsi sui fatti e individuare quanto ancora oggi resta nell’ombra. La mobilitazione delle studentesse e degli studenti, che continuerà a oltranza, si è posta, però, anche e soprattutto altri obiettivi. In particolare l’idea venuta fuori e condivisa nei vari interventi è quella di costruire un percorso, fatto di analisi e di attacchi concreti, con cui tornare, da studenti, ad avere un peso nelle scelte universitarie. Ci rivedremo martedì, ancora davanti al rettorato, per continuare a discutere e riprenderci, passo dopo passo, la nostra Università. Rimanete sintonizzati per tutti gli aggiornamenti e contattateci per avere maggiori informazioni… Non c’è più tempo per aspettare che qualcuno migliori le cose al posto nostro, organizziamoci per riprenderci tutto!”.
Quindi, continua la lotta del movimento studentesco universitario etneo, lotta iniziata tantissimo tempo prima di “Università bandita”, contro i padroni e i padrini dell’ateneo catanese, una vera e propria lotta di liberazione che riguarda tutta la città di Catania.

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