Partecipata manifestazione regionale oggi, sabato 17 gennaio, di fronte alla base militare USA di Camp Darby in difesa della rivoluzione bolivariana, contro il sionismo e per la chiusura della più grande base logistica statunitense fuori dai confini dell’impero a stelle e strisce.

Nonostante un impressionante schieramento di forze dell’ordine che hanno chiuso tutti gli accessi alla base impedendo a moltissimi manifestanti di partecipare, oltre cento persone rappresentanti delle molte realtà toscane che hanno promosso il presidio hanno animato il pomeriggio con interventi e slogan contro le politiche di guerra dell’attuale amministrazione Trump, Ben rappresentate dalla banditesca operazione bellica contro il Venezuela con il rapimento del presidente Maduro e la compagna Cilia Flores. Una azione che prelude alla più grande operazione di controllo armato dell’America Latina e ben oltre.
Il presidio di oggi prelude ad un rilancio della mobilitazione in Toscana e in tutta Italia al fianco del Venezuela, di Cuba, della Palestina e di tutti i popoli aggrediti dalle politiche riarmiste e imperialiste occidentali.
Il prossimo appuntamento, lanciato da USB nel suo intervento, sarà lo sciopero internazionale dei porti del prossimo 6 febbraio.

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