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Grecia. Proclamate 48 ore di sciopero contro i nuovi diktat della Troika

Tutti i sindacati greci hanno proclamato 48 ore di sciopero generale contro i nuovi tagli che il governo vuole far votare in parlamento, tagli a pensioni, sanità, servizi pubblici.
Sembra incredibile che la Troika e quello che oramai è il suo fantoccio, Tsipras, abbiano trovato ancora qualcosa da tagliare in un paese distrutto da 7 anni di politiche di austerità. Eppure la fantasia sadica della banda di Bruxelles e Francoforte non ha limiti, hanno ancora trovato ossa da spolpare, corpi da massacrare.
Così come non ha limiti lo spirito di servaggio di Alexis Tsipras, che sicuramente riuscirà a passare alla storia come uno dei più vergognosi collaborazionisti della storia europea. Questi tagli non avrebbero dovuto esserci secondo la propaganda eurista di un anno fa, quando il governo greco, tradendo il popolo che aveva votato no, accettò un altro memorandum in cambio di una manciata di soldi. Allora tutta la grancassa europeista suonò allo scampato pericolo della GREXIT e governanti e banchieri promisero alla Grecia il ritorno dell’abbondanza.
Un anno dopo siamo a capo: come era ovvio l’austerità applicata all’austerità ha prodotto altra crisi e il debito greco è più alto di prima. Servono quindi altri prestiti per far andare avanti la baracca, e in cambio la UE e le banche, cioè il capitalismo tedesco, chiedono altri sacrifici al popolo di quel martoriato paese. Paradossalmente il Fondo Monetario Internazionale sarebbe interessato ad una riduzione del debito greco, per un puro ragionamento da banchieri, cioè per il semplice fatto che più cresce il debito di quel paese, più sono i soldi che mai saranno restituiti.
Ma l’Europa usuraia delle banche tedesche ed i governi suoi servi, il nostro Renzi in prima fila, non possono allentare troppo il cappio, altrimenti altri potrebbero alzare la testa e non solo nei paesi più in difficoltà. Il governo Hollande sta scatenando una repressione selvaggia contro un popolo, soprattutto di giovani, che rifiuta il suo Jobsact. E in Germania i ferrovieri hanno deciso ben 6 giorni di sciopero, per chiedere più salario e meno orario.
Nonostante la passività di CgilCislUil, quell’onda di rivolta contro le politiche di austerità arriverà anche qui. Quindi per tenere sotto controllo i propri lavoratori tutti i governi europei devono continuare a massacrare i greci in modo da farne un esempio. Ma i lavoratori di quel paese invece resistono e così danno a tutti noi una eccezionale lezione.
Bisogna sostenere fino in fondo lavoratori e popolo greco contro il governo Tsipras e gli usurai della Unione Europea. Che oramai fa schifo anche a Papa Francesco.

vedi anche:
http://contropiano.org/news/politica-news/2016/05/06/deutsche-bank-manipolato-mercati-la-politica-ue-078756
http://contropiano.org/news/news-economia/2016/05/06/verso-mondo-schiavi-flessibili-senza-legami-familiari-078777

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3 Commenti


  • Emiliano

    E basta con Papa Francesco!!


  • Antonio

    Paradossale come non si faccia un minimo riferimento al KKE e al PAME (partito comunista di classe e sindacato di classe, e si capisce quindi anche il perchè non li citate) veri artefici di questo straordinario movimento popolare, basato sulla classe operaia, che si sviluppa in Grecia non solo contro la Troika ma contro il sistema capitalistico imperialista. E invece si cita Papa Francesco…


  • Federico

    Antonio, all’inizio dell’articolo si può leggere: “Tutti i sindacati greci”, il che evidentemente comprende anche il Pame.

    Poi non capisco certe insinuazioni, come quando scrivi: “partito comunista di classe e sindacato di classe, e si capisce quindi anche il perchè non li citate” … ma cazzo, manco fossimo sul sito de l’Unità (quella di adesso eh!). Si vede che forse non leggi questo giornale oppure non ti sei documentato abbastanza, perché altrimenti ne troveresti su questo sito articoli su Pame e KKE.

    Meno polemiche ad capocchiam e meno radicalismi verbali internettari e un po’ più d’attenzione quando si vuol criticare qualcuno o qualcosa, please.

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