Prima del 7 ottobre 2023 avevo una sensazione di fastidio guardando la bandiera sionista ma non sapevo darne una ragione.
Allontanavo questo pensiero collegandolo a una idea di essere prevenuto nei confronti degli ebrei, ma la bandiera era ed è di uno Stato particolare e non della diaspora, che è il vero ebraismo.
I fatti e le conseguenze del 7 ottobre 2023 mi hanno costretto a ragionare e chiarire aspetti che non avevo capito.
I sionisti da quando hanno costituito il loro Stato con violenza e fuori della legalità internazionale (l’assassinio del conte svedese Bernadotte), hanno anche adottato la bandiera del loro stato razzista, aspetto da rimarcare perché i palestinesi, che sono i veri discendenti degli antichi ebrei biblici (nel tempo diventati cristiani, mussulmani o rimasti samaritani o ebrei palestinesi) sono cittadini di serie B: i palestinesi nei territori occupati invece sono trattati da “sotto umani” in un regime di apartheid identico a quello dei boeri bianchi del Sudafrica.
Ripeto spesso questi concetti perché le menzogne ideologiche dei sionisti vanno sempre smontate e allo stesso tempo è necessario che chi li critica e li respinge abbia chiare le loro bugie.
Torno perciò al simbolo sionista, la loro bandiera dal 1948.
Nel tempo mi ero chiesto il significato di questa bandiera, perché come tutti i simboli doveva dire qualcosa a chi la aveva ideata.
Non avendo trovato sino ad ora nulla in merito ho dovuto pensare autonomamente cosa significhi e fino ad ora lo avevo condiviso a voce solo con chi conosco.
E’ il caso ora di condividere e rendere pubblica questa mia opinione.
La bandiera sionista ha un fondo totalmente bianco, che potrebbe essere argomentato come segno di pace o di resa, ma visto che i sionisti, da sempre, hanno idee aggressive, prevaricatrici e terroriste, non è questo il significato.
Il fondo bianco della bandiera sionista significa il vuoto, una assenza, esiste uno spazio vuoto che è l’oggetto dello Stato a cui fa riferimento.
Nello spazio bianco, che è vuoto, ci sono due bande azzurre, sopra e sotto, azzurre come l’acqua, quindi lo spazio vuoto è posto tra le due strisce azzurre che per me (e a ragione anche per i sionisti) sono il mare Mediterraneo e il fiume Giordano.
E a questo punto arriviamo alla attribuzione che spiega il significato della bandiera: nello spazio bianco, quindi vuoto, compreso tra le due bande azzurre, il mare e il fiume, c’è un simbolo, la stella di Davide, che chiarisce come in questo spazio ci sia posto solo per i sionisti che in questo luogo pretendono di tornare, anche se per buona parte, specialmente la classe dirigente, di semita avevano e hanno poco o nulla essendo provenienti dal mondo slavo dell’Europa orientale.
Questa analisi mi ha chiarito il senso di fastidio che avevo vedendo la bandiera sionista, un simbolo che sin dalla sua ideazione è un simbolo razzista che di religioso non ha nulla.
Insomma “dal fiume al mare” non è lo slogan di Hamas, ma sin dall’inizio dei razzisti sionisti.
Adesso, sabato 7 giugno, gli appartenenti a “sinistri per Israele” (non è un refuso) pretendono di sventolare la bandiera sionista a una manifestazione a favore dei palestinesi, che sono sottoposti a genocidio (questo è il termine corretto, punto), come se chi va protetto e rischia il genocidio o la dissoluzione sia lo Stato che questa enorme e incontrastata violenza sta facendo.
E’ altamente probabile che le bandiere razziste e sioniste saranno accolte e mostrate alla manifestazione perché gli organizzatori sino ad ora si sono dimostrati complici, ma farlo significherà l’infamia assoluta di chi vi parteciperà.
* collettivo Palestina Roma Trullo
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Pina
Grazie Paolo,
articolo molto interessante!.
Ta
Sventolare la bandiera israeliana a una manifestazione contro il genocidio a Gaza è come sventolare la bandiera del KKK a una manifestazione contro il razzismo…