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Atene. Varoufakis non voterà il piano Tsipras “per motivi di famiglia”

L’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, dimessosi lunedì mattina a sorpresa appena dopo la vittoria del No al referendum sull’austerity, ha affermato che non voterà stasera il piano proposto dal primo ministro Alexis Tsipras alla troika e contestato sia dalla sinistra del partito sia da consistenti pezzi della sua stessa maggioranza, oltre che dal partito Greci Indipendenti, alleato di governo. Dopo che erano circolate alcune voci su una richiesta di Varoufakis ai colleghi di Syriza di votare “no” alle proposte di Tsipras, l’ex ministro ha pubblicato un tweet nel quale annuncia che stasera non parteciperà al voto in Parlamento per “motivi di famiglia”, chiedendo di “evitare interpretazioni diverse” che però in effetti sono più che lecite. Varoufakis afferma di dover passare il weekend con la figlia e la famiglia prima di tornare in Australia, ma è evidente che la non partecipazione al voto di un esponente di punta di Syriza ed ex ministro del governo nasconde altro.
Secondo alcuni parlamentari di Syriza, Varoufakis avrebbe espresso la sua contrarietà al piano del governo di Atene durante l’aspra discussione interna al gruppo parlamentare di Syriza tenutasi questa mattina.

In un tweet precedente, Varoufakis aveva ribadito il suo “pieno supporto” all’impegno in Eurogruppo del suo sostituto, il nuovo ministro delle Finanze Tsakalotos, per quanto riguarda gli “sforzi per l’alleggerimento del debito”. Il sostegno a Tsakalotos è ribadito anche in un altro cinguettio, che recita: “Domani Euclid merita il supporto di tutti noi. Il mio sostegno lo ha in pieno. Poi valuteremo l’effetto”. Sembra quasi un appello a Tsakalotos affinché tenga la barra dritta con i ‘creditori’ difendendo almeno alcune delle cosiddette linee rosse contenute nel programma di Salonicco del partito, anche se certo le brevi dichiarazioni di Varoufakis tramite il social network non sono molto trasparenti.
Secondo quanto riporta la stampa ellenica la proposta di Tsipras non prevede un taglio del debito come chiesto dal primo ministro greco fino a ieri, ma soltanto una ristrutturazione con un allungamento dei tempi per il pagamento. 

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