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Pyongyang-Washington: chi provoca chi

Qualcuno ha detto che la Corea del Nord si appresterebbe a effettuare un nuovo lancio sperimentale di un missile balistico a medio raggio. Il fatto è che varie agenzie internazionali citano una fonte che a sua volta ne cita un’altra, che dice di basarsi su un anonimo interlocutore.

Giorni fa, la giapponese Kyodo scriveva che Pyongyang si preparava al lancio di un missile e la sudcoreana Yonhap parlava di una fonte anonima secondo cui “abbiamo intercettato segnali per cui il Nord ha schierato quello che sembra essere un missile Musudan”. Dopo di che, stamani, di nuovo la Yonhap citava una “fonte governativa” di Seoul secondo cui “la Corea del Nord ha dispiegato un missile balistico a medio raggio nella sua costa orientale, anche se non ci sono segnali che sia pronto per il lancio”.

La Tass, sempre stamani, basandosi sulla stessa Yonhap, scriveva di una “rampa di lancio mobile per un missile balistico a medio raggio sulla costa del mar del Giappone” e specificava che il Musudan ha una gittata di 3.000 km ed è stato mostrato per la prima volta a una parata militare a Pyongyang nel 2010.

Il Musudan sarebbe lo stesso modello di missile i cui precedenti tentativi di lancio, in aprile e a maggio, erano falliti. Per ogni evenienza, però, sembra che il Ministro della difesa giapponese, Gen Nakatani, in relazione ai “segnali di preparazione al lancio”, abbia ordinato alle strutture militari di tenersi pronte a intercettare il missile.

La questione è sorta per via delle dichiarazioni rilasciate ieri dal CSD (Comitato statale di difesa) della RPDC secondo cui Pyongyang è pronta a colpire basi americane nella regione in caso di ulteriori provocazioni, quali sono considerate, ad esempio, l’approdo del sommergibile atomico d’attacco USA “Mississipi” nel porto sudcoreano di Pusan, lo scorso 13 giugno e le manovre delle forze aeronavali USA attorno alla base di Guam, il 17 giugno, con bombardieri B-52H.

Di fatto, già a inizio giugno, l’agenzia Kyodo scriveva di come Washington, Seoul e Tokyo abbiano concordato “la necessità di accrescere la pressione su Pyongyang a causa delle sue continue provocazioni”. Dunque: chi provoca chi e perché.

Ieri, il nordcoreano Rodong Sinmun riportava in effetti la nota del CSD secondo cui “In questi giorni la situazione della penisola coreana viene rapidamente spinta verso il pericolo di una guerra nucleare” a causa dei voli di “una formazione di bombardieri strategici nucleari B-52H dell’8° Air Force degli aggressori imperialisti USA” che, “con il pretesto di esercitazioni a lungo raggio per colpire obiettivi strategici”, portano carichi di bombe nucleari.

La nota del CSD qualifica i voli dei B-52 come prove generali  per attacchi di sorpresa su strutture nucleari della Corea del Nord e l’approdo del “Mississipi” come tentativo di saggiare la possibilità di attacco nucleare nel caso di “una seconda guerra di Corea”. “Questo è il vero volto della attuale amministrazione statunitense”, afferma la nota e aggiunge: “La pace è cara alla Corea del Nord, ma non vogliamo raggiungerla con le elemosine. Gli Stati Uniti devono conoscere meglio la capacità di contrattacco della Corea del Nord, una potenza nucleare in Oriente; azioni avventate causerebbero solo gravi disastri”.

 

FP

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