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Israele-Hamas. Iniziato lo scambio Shalit-prigionieri palestinesi

Ghilad Shalit sta parlando alla tv egiziana subito dopo il suo rilascio. Il giovane appare molto pallido e con profonde occhiaie, ma complessivamente in buona salute.

(8.50) La Croce rossa internazionale ha preso in consegna i 477 detenuti palestinesi che Israele libera oggi in cambio del caporale Ghilad Shalit. Lo riferisce il sito web israeliano Ynet. I detenuti sono concentrati dalle prime ore dell’alba a Kerem Shalom, a ridosso della linea di demarcazione con Gaza, e nella base militare israeliana Ofer, a pochi chilometri da Ramallah (Cisgiordania). La loro liberazione appare imminente.

(8.10). Il caporale israeliano Ghilad Shalit si trova nel settore egiziano di Rafah, a ridosso della striscia di Gaza. Lo ha appreso la televisione commerciale israeliana, Canale 10, da una fonte militare israeliana. In precedenza la tv di Hamas aveva pure riferito che Shalit era stato già trasferito in territorio egiziano. Ma pochi minuti dopo un portavoce dei Comitati di resistenza popolare – un gruppo armato che agisce in sintonia con Hamas – aveva negato che Shalit avesse lasciato Gaza.

Dopo aver ricevuto nella nottata un assenso definitivo dalla Corte Suprema di Gerusalemme, il servizio carcerario israeliano ha completato nelle ultime ore gli ultimi preparativi. Quattrocentosettantasette detenuti palestinesi attendono adesso a loro volta di essere liberati. Sono stati raccolti a Kerem Shalom, a ridosso della linea di demarcazione con Gaza e del confine con l’Egitto, e nel campo militare di Ofer, presso Ramallah, in Cisgiordania. La loro liberazione inizierà non appena Shalit avrà raggiunto il territorio egiziano e sarà stato riconosciuto da un ufficiale israeliano. Entro due mesi Israele libererà altri 550 palestinesi detenuti per aver partecipato a gravi attentati terroristici. In Israele i mezzi di comunicazione hanno rivoluzionato oggi le loro trasmissioni e riferiscono in diretta ogni sviluppo della vicenda. I giornali sono usciti con titoli vistosi

Le forze di sicurezza di Hamas hanno proclamato oggi ‘zona militare chiusà il tratto di confine fra Gaza ed Egitto, nella imminenza dello scambio di prigionieri con Israele. Fonti locali aggiungono che Hamas ha predisposto severe misure di sicurezza per garantire che nessuno possa rendersi conto quando e come sarà avvenuta la liberazione del soldato israeliano Ghilad Shalit. Al valico di Rafah (fra Gaza ed Egitto) stanno intanto giungendo, in un convoglio, i congiunti dei detenuti palestinesi che riacquisteranno oggi la libertà.

Le strade di Gaza sono oggi pavesate di bandiere verdi di Hamas, che ha organizzato nella piazza centrale di Gaza, la al-Khatiba, una grande manifestazione di saluto ai suoi detenuti che ritornano a casa. Grandi cartelli, esposti da Hamas, annunciano che «La resistenza ha sconfitto Israele» e anche: «Abbiamo promesso, e abbiamo mantenuto». Nella manifestazione di saluto ai detenuti liberati da Israele prenderanno la parola non solo il capo dell’esecutivo di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, ma anche – per la prima volta in diversi anni – un dirigente di al-Fatah, Hisham Abdel Razeq.

I genitori del caporale Ghilad Shalit, Noam e Aviva, hanno lasciato questa mattina la casa di famiglia di Mitzpe Hila, in alta Galilea, e sono saliti su un pulmino scortato dalla polizia che li sta accompagnando verso la base militare di Tel Nof, nel centro d’Israele. Qui, più tardi nella giornata, è previsto l’incontro con il figlio, che vi dovrà essere condotto una volta riconsegnato a Israele dopo oltre cinque anni di prigionia nella Striscia di Gaza controllata da Hamas.

 

La cronologia della prigionia di Shalit secondo l’Ansa. Naturalmente non c’è fornita alcuna notizia sulla durata e le condizioni della detenzione degli oltre mille prigionieri palestinesi liberati nello scambio. Di alcuni di loro i media occidentali ci hanno fornito solo quache descrizzioni orrorifica delle azioni di cui erano stati protagonisti. Come se un soldato, per esempio Shalit, vada in giro per i territori occupati o per Gaza offrendo fiori….

Ansa. Più di cinque anni, quasi duemila i giorni di prigionia a Gaza per Gilad Shalit, il soldato franco-israeliano, tornato oggi in libertà dopo l’accordo tra Israele e Hamas. Ecco una cronologia della vicenda:

2006 – 25 giugno: Shalit viene catturato nell’attacco di un commando palestinese a una postazione militare israeliana al confine della Striscia di Gaza nel quale restano uccisi due militari. L’attentato è rivendicato da Ezzedine Al-Qassam (ala militare di Hamas), Comitati di Resistenza Popolare e l«’Esercito dell’Islam», piccolo gruppo sconosciuto. – 26 giugno: I tre gruppi chiedono il rilascio di donne e minori detenuti in Israele in cambio di informazioni sul soldato. Il premier israeliano Ehud Olmert esclude ogni liberazione di palestinesi. – 28 giugno: Israele lancia un’offensiva a Gaza e vengono arrestati sessanta funzionari di Hamas.

2007 – 8 aprile: Israele conferma di aver ricevuto la richiesta della liberazione di un elenco di prigionieri palestinesi in cambio del suo soldato. – 25 giugno: Hamas rende noto un messaggio registrato di Shalit. 2008 – 9 giugno: I genitori del soldato ricevono una lettera dal figlio. – 4 settembre: il presidente francese Nicolas Sarkozy dice di aver consegnato al suo omologo siriano Bashar al-Assad una lettera del padre di Shalit per suo figlio. – 30 ottobre: l’Egitto, in qualità di mediatore, indica che Shalit «sta bene».

2009 – 17 marzo: Israele rifiuta le condizioni di Hamas per il rilascio di centinaia di prigionieri palestinesi. – 29 aprile: Il nuovo primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si impegna a riportare a casa Shalit «sano e salvo». – 2 ottobre: Israele rilascia 20 donne palestinesi in cambio di un video di Shalit. – 22 dicembre: Hamas accusa Israele di ‘ostacolarè un accordo sul rilascio di Shalit in cambio di mille prigionieri palestinesi. I negoziati sono in stallo

2010 – 27 aprile: Hamas trasmette un cartone animato che suggerisce che Shalit potrebbe morire in prigionia. – 27 giugno-8 luglio: Marcia della famiglia Shalit e di migliaia di sostenitori per sensibilizzare il governo. – 1 luglio: Netanyahu dice che Israele pagherà «non un prezzo qualsiasi» per Shalit ma è pronto a rilasciare in modo condizionato un migliaio di palestinesi

2011 – 14 aprile: Il capo negoziatore israeliano lascia il suo incarico e viene sostituito da un anziano esponente del Mossad. – 25 maggio: l’ex capo di stato maggiore Gaby Ashkenazi riconosce che Israele non è riuscito a individuare Shalit. – 2 giugno: Netanyahu nega qualsiasi «svolta» nei negoziati dopo informazioni egiziane su un presunto accordo imminente. – 11 ottobre: Israele e Hamas siglano un accordo con la mediazione egiziana, che prevede il rilascio di Shalit in cambio di 1.027 prigionieri palestinesi. – 12 ottobre: Il governo israeliano approva l’accordo con una maggioranza schiacciante. – 16 ottobre: Israele e Hamas rendono nota una lista del primo gruppo di 477 prigionieri palestinesi scarcerabili.

 

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