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La destra di Syriza chiede la testa dei parlamentari dissidenti

Da giorni ormai la redazione di radio Kokkino – la radio ‘rossa’ di Syriza – viene letteralmente tempestata di messaggi critici o apertamente polemici nei confronti della direzione del partito, del gruppo parlamentare e del governo per l’accettazione dei diktat della Troika e per il voltafaccia rispetto alle chiare indicazioni che la vittoria massiccia dei ‘no’ al referendum di domenica scorsa aveva espresso. L’indignazione e la delusione degli ascoltatori nei confronti di Tsipras e del suo staff sono pari solo a quelle espresse nei confronti della tracotanza della Germania e dell’Unione Europea, raccontano i media locali.
Questo mentre la destra del partito di governo risponde al profondo malcontento minacciando espulsioni e preparando una sorta di pulizia etnica nei confronti dei settori critici. I più attivi in questa campagna sono il ministro dell’Economia Giorgos Stathakis, il viceministro Mardas e il deputato Papadimoulis che chiedono apertamente da giorni un rimpasto di governo che escluda i ministri che non sono d’accordo sulla capitolazione alla Troika e l’espulsione dal partito di tutti i deputati critici a partire dalla presidente della Camera Zoe Kostantopoulou e dal ministro Panagiotis Lafazanis.
Dimitris Mardas, ex esperto economico dei socialisti del Pasok dove era molto vicino al tecnocrate neoliberista Costas Simitis, ha realizzato vari commenti sarcastici nei confronti di Kostantopoulou e Lafazanis definiti “lost in space” e dileggiati in quanto ispirati da Che Guevara e Rosa Luxemburg, il che evidentemente rappresenta un insulto per l’ex esponente del Pasok.
Da parte sua il deputato e ministro di Syriza Giorgos Stathakis, che ha apertamente boicottato la campagna referendaria del suo partito per il ‘No’ affermando che comunque si sarebbe dovuti andare ad un accordo a ‘qualsiasi costo’ con l’Ue e il Fmi (la stessa linea del Primo Ministro) pretende ora che tutti i deputati di Syriza che non sono d’accordo con la capitolazione di Atene alla Troika presentino le loro dimissioni in ossequio allo statuto del partito. Negli anni scorsi decine di deputati del Partito Socialista e di Nuova Democrazia che votarono contro il primo e il secondo memorandum subirono la stessa sorte, ma allora Syriza gridava allo scandalo esprimendo ai ribelli la propria solidarietà.
Anche il quotidiano di Syriza, Avghi, gestito dalla destra e dall’apparato burocratico del partito, da giorni pubblica articoli che parlano della necessità di un rimpasto che ‘rafforzi l’esecutivo’. Questo mentre il leader del partito centrista e filo-Troika To Potami, Stavros Theodorakis – imprenditore e noto incantatore televisivo – sta avendo vari colloqui con rappresentanti dell’Unione Europea e del governo di Atene in vista di un possibile allargamento della maggioranza verso destra. Allo stato sarebbero una trentina i deputati di Syriza che hanno espresso forti contrarietà nei confronti dell’accettazione da parte del primo ministro Alexis Tsipras dei diktat di Bruxelles, e visto l’indurimento delle condizioni imposte dall’Eurogruppo, il numero dei dissidenti potrebbe aumentare. Se vorrà continuare a governare la destra di Syriza dovrà allargare la maggioranza non solo a To Potami ma anche ai socialisti e forse anche a Nuova Democrazia, visto che anche il partito nazionalista di destra guidato da Panos Kammenos difficilmente potrà accettare quella che è una esplicita e inequivocabile capitolazione. 
Da parte sua il ministro greco del lavoro, Panos Skourletis, sostiene in una dichiarazione resa alla stampa che le condizioni imposte da Bruxelles ad Atene “non sono sostenibili” e prevede l’indizione di elezioni anticipate nei prossimi mesi, entro la fine dell’anno. Secondo Skourletis non ci sono le basi affinché l’attuale maggioranza di governo sostenga in parlamento il piano accettato da Tsipras che quindi dovrà formare o un governo di ‘grande coalizione’ con i partiti filo Troika oppure contare comunque sull’appoggio dell’ex opposizione di destra per far passare i singoli provvedimenti capestro. Il ministro ha anche detto di non sentirsela di condannare i deputati di Syriza che non accetteranno di obbedire agli ordini di scuderia.
Entro oggi, comunque, i membri del governo espressione della Piattaforma di Sinistra di Syriza – i ministri Panagiotis Lafazanis e Dimitris Stratoulis ( ex sindacalista e oppositore nei confronti dei tagli alle pensioni) e alcuni vice ministri – potrebbero dimettersi per non assumersi la responsabilità di dover approvare misure incompatibili con le storiche battaglie del partite, a partire dalle privatizzazioni, dalla controriforma delle pensioni e dall’aumento dell’Iva.
Intanto, sulle scalinate che conducono agli ingressi del parlamento in Piazza Syntagma da due giorni sono ricomparsi gli agenti dei corpi speciali in assetto antisommossa. Il palazzo ha di nuovo paura della piazza, che per ora discute e si interroga sul da farsi. Stasera, a Piazza Syntagma, i gruppi della sinistra radicale hanno convocato già una nuova manifestazione del fronte del ‘no’ che in un comunicato invita alla mobilitazione e alla lotta:
“La Troika è riuscita a far sottomettere il governo di SYRIZA alle sue richieste, per applicare maggiori e devastanti misure di austerità, attraverso il terrorismo finanziario e la minaccia di spingere il Paese oltre il limite del collasso economico. Alcuni dicono che questa è la resa di SYRIZA, altri che si tratta di un colpo di Stato della Troika. In ogni caso, se la Troika mantenesse la sua strada, sarebbe una sconfitta storica per tutti coloro che combattono contro l’austerity e per la democrazia.
L’unica opzione che ci rimane è aumentare la lotta nelle strade e nei luoghi di lavoro. Costretto dalla Troika, il governo greco mercoledì approverà definitivamente le misura contro cui il popolo ha votato NO poco più di una settimana fa. Tutte le linee rosse sono state superate. Sta a noi difenderle. Facciamo appello a tutti, in ogni parte del mondo, a prendere le piazze centrali quel giorno, per dire ad alta voce:
OXI significa OXI!
OXI all’austerity!
OXI alla resa!
OXI al terzo memorandum!”

Leggi anche: Atene. Drammatico scontro all’interno di Syriza

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1 Commento


  • marco

    TSIPRAS COME KERENSKIJ!!!!!!
    e speriamo che faccia la stessa fine!

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