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Stallo in Donbass. Savchenko incontra i leader delle Repubbliche

Alla fine sembra sia accaduto davvero. L'ex Jeanne d'Arc ucraina, l'ex pilota-correttrice di tiro del battaglione neonazista “Ajdar”, condannata in Russia per concorso nell'assassinio dei giornalisti del canale VGTRK, Igor Korneljuk e Anton Vološin e ora deputata della Rada nelle file di “Patria”, Nadežda Savčenko, si sarebbe incontrata a Minsk coi leader delle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, Aleksandr Zakharčenko e Igor Plotnitskij. Da tempo lei stessa lo aveva prospettato e a Lugansk, come a Donetsk, non si era chiusa del tutto la porta a simile possibilità.

La leader di “Patria” e beniamina delle lacrime occidentali – per aver trascorso qualche mese, a suo tempo, nelle carceri ucraine, accusata di concussione e speculazioni finanziarie in campo energetico – Julija Timošenko, che nel 2014 proponeva di bombardare i russi del Donbass con le bombe atomiche, ha dichiarato che oggi la sua frazione parlamentare potrebbe discutere l'esclusione della Savčenko. Savčenko, ha dichiarato Timošenko, “può programmare la propria vita e attività politica come meglio crede. Non ha nulla in comune col partito “Patria”. Abbiamo deciso di riunire la frazione, discutere di tutte queste faccende con Savčenko e poi decidere”.

La stessa Savčenko che, per il suo passo, potrebbe essere accusata di “tradimento della patria”, ha dichiarato che l'incontro, cui “hanno partecipato anche rappresentanti russi, era diretto a rafforzare il “formato di Minsk” e renderlo quanto prima più effettivo”, aggiungendo di aver visto nei leader delle Repubbliche popolari “persone e non diavoli”.

Nella storia, non poteva mancare una nuova sparata del deputato Anton Gerašenko, patron semiufficiale del famigerato sito Mirotvorets, che ha qualificato la Savčenko come “falso eroe” – tra l'altro, a Kiev non si sono ancora decisi a toglierle il titolo di “Eroe dell'Ucraina”, affibbiatole al momento della sua scarcerazione per la grazia concessale da Vladimir Putin – ed è tornato a bollarla come “agente di Mosca”, gettata sulle “coscienze degli ucraini dai servizi segreti russi”.

Ieri il leader della LNR, Igor Plotniskij, aveva parlato dell'incontro tra lui e Aleksandr Zakharčenko (da Donetsk non sarebbero invece giunte conferme o smentite dei colloqui) con Nadežda Savčenko, “nell'ambito dei colloqui di Minsk”, per discutere la questione dello scambio dei prigionieri secondo la formula “tutti per tutti”. Secondo Plotnitskij, l'incontro sarebbe stato “utile”, dato che dentro le mura della Rada “devono vedere e udire le voci, la comprensione della situazione” così come la vedono gli abitanti del Donbass. A proposito dello scambio dei prigionieri, aveva aggiunto Plotnistskij, citato da tvzvezda.ru, “credo che a breve verrà affrontata a livello statale e potremo veder tornare la maggior parte dei nostri”.

Già lo scorso ottobre, ricorda tvzvezda.ru, Nadežda Savčenko aveva dichiarato di esser pronta a recarsi ovunque, “Russia compresa”, in ogni luogo “ritenga necessario, per il bene dell'Ucraina. Anche a rischio della vita. Anche se, per questo, mi priveranno del diritto di accedere ai segreti di stato. Ma io non ho rivelato alcun segreto di stato e questo è stato accertato da tutti gli organi di intelligence ucraini”. Ancor prima, era stato scritto che la Savčenko avrebbe tentato di portarsi nella capitale della DNR, Donetsk, per incontrarsi direttamente con Aleksandr Zakharčenko, ma di esser stata fermata dai militari ucraini.

Intanto ieri, i mortai delle forze ucraine sono tornati a colpire Jasinovataja, una ventina di km a nordest di Dontesk; per fortuna, non si lamentano vittime, ma solo gravi danni ad alcune abitazioni. In un'intervista a news-front.info dello scorso 6 dicembre, un militare ucraino passato il 1 dicembre alle milizie della LNR, tale Oleg Popov, ha dichiarato che le forze di Kiev, al momento, “non sono in grado né di attaccare, né di ritirarsi. La struttura militare dell'esercito ucraino è completamente degradata. Ciò che viene mostrato dalla televisione ucraina è piuttosto un film".

 

Fabrizio Poggi

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