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Raqqa. 167 morti in otto giorni sotto le bombe Usa

Un macabro bilancio ci dice che sono più di venti morti al giorno, più di quelli di Barcellona. Sarebbero infatti almeno 167 i civili, di cui 59 minori, uccisi a partire tra il 14 agosto e il 21 agosto sotto i bombardamenti statunitensi su Raqqa, a sostegno dell’offensiva delle forze a predominanza curda che avanzano nella città siriana per strapparla al controllo dell’Isis. Ad affermarlo è  l’Ondus. Secondo la stessa fonte, 27 persone sono state uccise domenica e 42 ieri. E’ assai improbabile che le immagini delle conseguenze di questi bombardamenti verranno mai trasmesse dai media mainstream. I bombardamenti Usa prima su Mosul poi su Raqqa, sembrano quasi avvenire in un vuoto pneumatico e invisibile, trattamento assai diverso da quello riservato ad altri soggetti in campo nella guerra a geometria variabile in corso in Siria e Iraq da anni.

Sulla situazione a Raqqa è tornato a farsi sentire anche Erdogan. Il presidente turco ha assicurato che la Turchia ostacolerà qualsiasi tentativo da parte delle milizie curde – che egli ritiene “terroristiche”-  di istituire uno stato curdo nella Siria settentrionale.  Ankara ha decretato infatti che le Unità di Difesa del Popolo curdo(YPG) e il suo braccio politico, il Partito Democratico Curdo (PYD) sono a suo avviso entità terroristiche. Tuttavia, al momento la Turchia deve tenere conto che gli Stati Uniti stanno sostenendo i combattenti dello YPG nella  battaglia contro i jihadisti dello Stato Islamico (Isis) per la liberazione di Raqqa, nel nord siriano. “Non facciamo e non permetteremo mai che un cosiddetto stato sia stabilito dal PYD e lo YPG nel nord della Siria”, ha dichiarato Erdogan in un discorso a Ankara. “Vogliono istituire un corridoio terroristico nella Siria settentrionale che raggiunge il Mediterraneo”.

Si bombarda intanto anche in altri quadranti della Siria. Le forze aeree russe in Siria hanno dichiarato di aver distrutto un grande convoglio di veicoli di jihadisti diretti verso la città siriana di Deir ez-Zor. Secondo il ministero della Difesa russo. “L’aviazione militare russa ha eliminato un altro grande convoglio di militanti dallo Stato Islamico mentre erano diretti verso Deir ez-Sor, dove i terroristi di tutto il mondo cercano di ricongiungersi e di dar vita alla loro ultima roccaforte siriana”, ha detto il ministero citato dalla Tass.

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1 Commento


  • Stefano Zeno Tavaglione

    Non c’è barba di storico o di cronista dell’attualità che possa stare dietro agli infiniti contendenti che se la menano
    con gli orrori quotidiani di questi giochi di guerra.
    C’è ,si, chi ci dice chi sono i buoni e chi sono i cattivi ,ma poi domani ci diranno , come al solito,che i buoni di prima sono
    diventati cattivi e i cattivi di ieri oggi sono gli alleati più affidabili.Indovinala ,grillo.
    Poi ,dietro le quinte, si nascondono tra le quinte i gestori dell’informazione ,i pifferai che selezionano ,perciò si acchiappano quel po’po’ di oboli e buonuscite,ciò che possiamo sapere e ciò che non dobbiamo sapere,in modo da spegnere ogni possibilità di logica connessione tra l’incrudelimento del terrorismo suicida e la distruzione di fuoco bombarolo, che viene attuato dagli gnomi criminali di cui non conosceremo mai i nomi e i volti.
    La più immane ingiustizia della storia umana è in corso,a causa dell’amplificazione tecnologica dell’istinto umano di distruzione, ma, la dittatura mediatica ci intossica , sempre allegri dobbiamo stare, l’anima con le imminenti folli compravendite di calciatori, le miserabili prestazioni dei presentatori dei programmi a quiz e fregnacce varie.
    Festeggiamo , finché la peste è lontana, che domani chissà.

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