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Palestina. Ancora raid e razzi nella notte. Ma una tregua a Gaza sembra possibile

L’aviazione israeliana ha compiuto durante la notte più di 30 raid aerei sulla Striscia di Gaza, colpendo obiettivi situati nel nord e nel sud dell’enclave e provocando sette morti e il ferimento di almeno 13 persone. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese “Wafa”. Questa mattina è ripreso anche il lancio di razzi da Gaza verso Israele. Le sirene sono risuonate negli insediamenti israeliani di Nirim ed Ein Hashlosha, intorno alla Striscia.

Nonostante la ripresa dei bombardamenti e dei lanci di razzi tra questa notte e questa mattina, circola insistentemente la voce che  un cessate il fuoco potrebbe essere “imminente, possibilmente entro 24 ore”. È quanto affermato da fonti di Hamas alla Cnn. Conferme sono arrivate anche da fonti coinvolte nei negoziati tra Israele e Hamas, mediati dall’Egitto, secondo le quali una tregua potrebbe entrare in vigore già nella giornata di venerdì 21 maggio.

Moussa Abu Marzouk, dirigente di Hamas, in un’intervista alla televisione libanese al-Mayadeen, ha detto di prevedere un cessate il fuoco con Israele “in un giorno o due”. “Credo che gli attuali sforzi per un cessate il fuoco avranno successo”, ha detto Marzouk, “prevedo che un cessate il fuoco sara’ raggiunto in un giorno o due e che sarà deciso di comune accordo”. In precedenza fonti della sicurezza israeliana avevano riferito a Channel 12 che un cessate il fuoco non sarebbe stato raggiunto “prima di venerdì”.

In un discorso televisivo da Beirut Ziad Nakhaleh, uno dei leader della Jihad Islamica palestinese, ha affermato gli israeliani non otterranno pace e sicurezza né con i jet né con le armi nucleari né con accordi di pace con alcuni stati arabi.

Il ‘Wall Street Journal’ citando fonti vicine ai negoziati, riferisce che i mediatori egiziani avrebbero compiuto ”progressi nei colloqui con i leader di Hamas”. Israele, scrive ancora il ‘Wall Street Journal’, avrebbe ”ammesso” di essere vicino al raggiungimento dei suoi obiettivi militari. Oltre a Egitto, anche Qatar, Stati Uniti e Francia stanno lavorando e facendo pressione per un cessate il fuoco.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha ribadito al ministro degli Esteri israeliano Gabi Ashkenazi l’aspettativa Usa di “vedere una de-escalation sulla strada per un cessate il fuoco”. I due hanno avuto un colloquio telefonico con oggetto “gli sforzi per mettere fine alla violenza in Israele, Cisgiordania e Gaza, che ha causato la perdita di vite di civili israeliani e palestinesi, compresi bambini”.

Questa notte  le forze armate israeliane hanno comunicato di aver colpito due edifici centrali di Hamas, uno nel Nord e uno nel Sud della Striscia Gaza, le abitazioni di alcuni ufficiali e comandanti del movimento palestinese e alcune postazioni. I raid israeliani hanno provocato sette morti tra i palestinesi che ha portato il totale delle vittime a Gaza a 227. Tra i sette uccisi questa notte ci sono un disabile, la sua moglie incinta e il loro figlio di tre anni.

Alcuni razzi hanno continuato a essere lanciati da Gaza sul territorio israeliano. Uno è caduto su un’abitazione di Netivot, causando solo danni materiali. Altri cinque razzi sono caduti su Sderot, dove c’è stato un ferito.

Ieri altri quattro missili sono stati lanciati dal sud del Libano verso il nord di Israele senza provocare danni, con seguente risposta dell’artiglieria israeliana.

Dalla Cisgiordania l’agenzia Nena-News riferisce la notizia dell’uccisione nella giornata di ieri di una donna palestinese da parte dell’esercito israeliano a poca distanza dall’ingresso della colonia israeliana di Kiryat Arba, a ridosso della città vecchia di Hebron. Secondo i militari voleva compiere un’aggressione con un coltello e un fucile ma i video visionati dall’agenzia stampa Middle East Eye mostrerebbero il fucile apparire vicino al suo corpo.

La Palestinian Prisoner’s Society ha fornito i numeri degli arresti da aprile a oggi: sono circa 1.800, di cui 900 palestinesi cittadini israeliani e 900 palestinesi tra Cisgiordania e Gerusalemme Est. Se i primi sono per lo più liberi su cauzione, la maggior parte dei secondi sono tuttora in detenzione.

Centinaia di israeliani e palestinesi hanno preso parte, mercoledì, a una manifestazione per la convivenza arabo-ebraica lungo le mura della Città Vecchia di Gerusalemme.

 

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