Menu

L’Europa testa la Forza multinazionale per l’Ucraina, senza fare i conti con Mosca

Dal 9 al 22 novembre 2026, il sud-est della Polonia si trasforma nel banco di prova della forza militare che i paesi europei vorrebbero schierare in Ucraina… senza fare i conti con la Russia, con le condizioni per far finire il conflitto e senza nemmeno avere per ora un ruolo nelle trattative, dato che ad avvicinarsi è un trilaterale tra Kiev, Mosca e Washington.

Con l’esercitazione “Koalicja” muove i primi passi sul campo la Multinational Force Ukraine (MNF-U), un contingente europeo concepito per essere dispiegato in territorio ucraino all’indomani di un eventuale cessate il fuoco tra Ucraina e Russia. All’addestramento prenderanno parte circa 2.800 militari provenienti da 11 nazioni europee, sotto la guida congiunta e il comando strategico di Francia e Regno Unito.

Il contingente più massiccio sarà proprio quello transalpino, con 1.100 uomini schierati, seguito da 300 militari britannici (che includono membri storici come i Desert Rats e il supporto aereo dei caccia Eurofighter Typhoon). A completare la coalizione ci sono Germania, Polonia, Spagna, Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Lituania ed Estonia, con il supporto della Turchia impegnata in simulazioni di sminamento navale nel Mar Nero.

Spicca, tra i grandi paesi del Vecchio Continente, l’assenza dell’Italia. Non che Roma abbia deciso di abbandonare Kiev, anzi: ha persino truccato le carte pur di inviare altre armi alla giunta golpista di Zelensky. Semplicemente, in una condizione di fragilità significativa del governo, con l’appoggio di Washington traballante e la consapevolezza che le capitali europeo stanno solo vendendo fuffa – comunque piuttosto pericolosa – da Palazzo Chigi sembra abbiano deciso di tirare un attimo i remi in barca e vedere dove va il mondo.

Tornando a “Koalicja”, l’obiettivo è quello di verificare la rapidità logistica e l’interoperabilità di una complessa rete militare che dovrebbe tenere insieme le forze dei vari paesi coinvolti. Le autorità britanniche e francesi hanno precisato che la MNF-U non sarà una tradizionale missione di peacekeeping.

Nella fantasia degli imperialisti europei, qualora si raggiungesse un cessate il fuoco, il contingente entrerebbe in Ucraina con compiti di “deterrenza contro nuove aggressioni“, ma anche di assistenza alla rigenerazione dell’esercito ucraino. Le truppe godranno (dovrebbero godere) di regole d’ingaggio difensive robuste: non semplici osservatori, insomma, ma con l’autorizzazione a rispondere al fuoco in caso di attacco da parte russa. Insomma, la terza guerra mondiale.

Per fortuna, da una parte il Cremlino ha fatto presente che non vuole un semplice cessate il fuoco, ma la definizione di una cornice di sicurezza condivisa che non preveda in alcune modo truppe NATO sul territorio ucraino. Dall’altra, gli europei sono esclusi dalla diplomazia di Abu Dhabi, che sta effettivamente cercando di portare Kiev e Mosca a parlarsi, anche se indirettamente.

Per capire cosa ci sia davvero dietro questa operazione europea, che sembra paradossale in ogni suo aspetto, bisogna guardare a quanto sia indietro la “difesa europea” che dovrebbe fornire anche all’imperialismo un suo strumento di proiezione e di peso nella competizione globale.

In una bozza riservata del programma di lavoro della Commissione Europea, visionata da Euronews, viene sottolineato come le centinaia di miliardi impegnate in ambito militare non si sono ancora tradotte in forze dispiegabili, sostenibili e interoperabili. L’Ucraina, ancora una volta, appare un pretesto per far fare passi avanti alle velleità delle élite europee.

E poi bisogna guardare anche alle tempistiche. Mentre le fallimentari classi dirigenti del Vecchio Continente mostrano i muscoli sul confine polacco, come dicevamo, proprio negli stessi giorni dell’esercitazione (10-11 novembre) si terranno ad Abu Dhabi colloqui tra Russia e Ucraina, mediati in esclusiva dagli Stati Uniti.

Ai paesi europei è stato insomma promesso un ruolo incerto nell’assetto di sicurezza del loro stesso continente, in un dopoguerra deciso altrove. Non esiste sconfitta maggiore per i guerrafondai nostrani, che allora devono far finta di contare qualcosa con “Koalicja”, anche per vendere meglio il riarmo alla propria gente. Quanto si creda alle loro fandonie lo dimostrano i sondaggi e le piazze.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *