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No all’estradizione di Lander Fernandez: una lettera a Paola Severino

Da sei mesi ormai l’attivista basco Lander Fernandez Arrinda è agli arresti domiciliari dopo il suo arresto, lo scorso 13 giugno, per ordine della magistratura spagnola. Che ne richiede l’estradizione in Spagna senza uno straccio di prova che confermi le pesanti accuse – terrorismo – rivolte nei confronti di un giovane più volte fatto oggetto della persecuzione degli apparati repressivi di Madrid. Il coordinamento di realtà politiche, sociali, sindacali che ne chiede la liberazione scrive alla Ministra della Giustizia del Governo Monti. Affinché l’Italia tuteli i diritti civili e politici di Lander Fernandez, neghi l’estradizione verso un paese liberticida e scarceri immediatamente il presunto autore di un reato ampiamente prescritto per la legislazione italiana.

LETTERA APERTA AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, PAOLA SEVERINO

Lander Fernandez Arrinda è un cittadino europeo ed attivista dei movimenti politici baschi, detenuto dal 13 giugno 2012 presso il proprio domicilio a Roma perché oggetto di indagine da parte dell’Audiencia Nacional di Madrid.

Lander Fernandez è stato arrestato dalla polizia italiana in esecuzione di un mandato di arresto emanato dalle autorità spagnole. Fernandez è indagato dalla procura spagnola per un’ipotesi di reato commesso a Bilbao nel febbraio 2002. Si tratterebbe dell’incendio di un autobus vuoto e in sosta. Tale presunto danneggiamento viene qualificato dal giudice spagnolo come atto terroristico.

Lander Fernandez è quindi sottoposto dalla metà del giugno 2012 alle misure cautelari degli arresti domiciliari per un presunto reato commesso oltre dieci anni fa. 

Ci sono diversi motivi per seguire con scrupolosa attenzione il procedimento sulla richiesta di estradizione di Lander Fernandez:

1. Il fatto addebitato al Fernandez risale al febbraio 2002 e sarebbe quindi prescritto secondo l’ordinamento giuridico italiano. In base alla normativa internazionale, la prescrizione rappresenta una causa ostativa all’estradizione.

2. In caso di estradizione il Fernandez verrebbe processato dall’Audiencia Nacional, un’istituzione che rappresenta un’eccezione nel panorama giuridico comunitario. Si tratta di un tribunale non ordinario dotato di una competenza indefinita, la quale si estende a gravi reati (come terrorismo, narcotraffico, commercio di armi e altri) che possono essere individuati di volta in volta dallo stesso giudice. L’attribuzione all’Audiencia Nacional del procedimento nei confronti di Fernandez dimostra il tentativo di qualificare il danneggiamento di un autobus come un atto terroristico. Nessun elemento prodotto dalle autorità giudiziarie spagnole dimostra, però, l’appartenenza di Lander Fernandez ad alcun gruppo terroristico. Sussiste quindi il timore di una evidente forzatura nella qualificazione del reato addebitato al Fernandez come terrorismo.

3. Il procedimento a carico di Lander Fernandez trae origine da una dichiarazione estorta al suo coimputato Aingeru Cardano. Tale testimonianza, che colloca il Fernandez sul luogo del reato, avviene durante il cosiddetto periodo di “incomunicacion”. Questo regime, previsto dalla legislazione spagnola e applicato esclusivamente dall’Audiencia Nacional, consente all’autorità giudiziaria di trattenere l’arrestato fino a una durata di 5 giorni (estendibili fino a13), senza che egli possa nominare un avvocato, accedere a un medico di fiducia o informare la famiglia del luogo in cui si trova. Misure di questo tipo ostacolano le indagini riguardanti i numerosi episodi di tortura denunciati dai cittadini sottoposti a tale regime. Un caso è quello di Aingeru Cardano che ha dichiarato di aver accusato Lander Fernandez in quanto era stato sottoposto a maltrattamenti. Lo stesso Cardano ha, infatti, ritrattato quanto affermato a carico del Fernandez non appena è cessato il regime di “incomunicacion”. In questo senso, diverse organizzazioni internazionali – come le Nazione Unite, Amnesty International e Human Rights Watch – hanno più volte richiamato lo Stato spagnolo a sospendere tale pratica e a rispettare i diritti umani.
Questi dati ci allertano a osservare con attenzione le decisioni che verranno prese in merito alla richiesta di estradizione avanzata dalle autorità giudiziarie spagnole.

Facciamo appello al Ministro di Grazia e Giustizia affinché vengano rispettate le procedure di garanzia previste nei trattati internazionali sull’estradizione e affinché le ragioni di Stato non prevalgano su quelle del diritto.

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