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Parte male il listone De Magistris. Varoufakis accusa

Pesante attacco di Varoufakis a De Magistris, e la posizione sua e del Coordinamento di DIEM25 sulle elezioni europee (sottotitoli in italiano nel video e traduzione sotto nei commenti).

Crediamo sia utile, visto che a breve anche PaP dovrà aprire nelle sue assemblee territoriali un dibattito sulle europee, mettere a conoscenza gli aderenti di PaP (e i potenziali elettori in cerca di una vera “alternativa”) di quanto accade. Crediamo infatti che il dibattito sulle europee debba partire dai contenuti sviluppati dal tavolo di lavoro e dal nostro programma elettorale, dall’analisi dell’UE, della condizione del proletariato a livello internazionale, delle possibilità di azione rivoluzionaria e riformista che ci sono – o non ci sono – all’interno dello spazio europeo e come coglierle. D’altra parte questo dibattito andrà velocemente trasformato in proposta realizzabile e dunque è importante avere chiari tutti gli elementi e le forze in campo.

Ci limitiamo a riassumere senza alcun commento:

1. Varoufakis dice che c’era un accordo già a marzo scorso fra lui e il sindaco di Napoli per “fondare un partito insieme a giugno”.

2. “Ma, siamo sinceri, Luigi De Magistris ha rinnegato quel patto”, e “si sta muovendo verso una confluenza… che mi piace chiamare una coalizione Frankenstein: parti defunte della sinistra cucite assieme semplicemente allo scopo di presentarsi insieme e ottenere qualche seggio nel Parlamento Europeo”.

3. Dunque De Magistris secondo Varoufakis è un parolaio o meglio un fedifrago (vi giuriamo di aver controllato sul dizionario; è proprio quello che vuole dire il buon Yanis).

4. Ma il buon vecchio Yanis non chiude la porta e si dice comunque  ancora disponibile ad andare con De Magistris, con i Sindaci (che poi sarebbe Pizzarotti, ex 5 Stelle, centrista liberale che con il suo movimento ha detto di voler parlare anche ai delusi di Forza Italia etc), con i movimenti progressisti (come + Europa della Bonino, con cui hanno sottoscritto dei testi, o i Verdi, che nomina alla fine…). A patto che tutti sottoscrivano il loro programma di riforma dell’Unione Europea e che ci sia da qualche parte il logo di DIEM25.

Insomma, Varoufakis pone la posta molto in alto e sembra spaccare quel processo che si era costruito nell’ultimo mese fra Dema, DIEM25, Sinistra Italiana, Rifondazione, Altra Europa.

Significativo che questo comunicato esca a ridosso dell’iniziativa di De Magistris del primo dicembre. E’ una vera spaccatura o Varoufakis punta a una trattativa che gli assicuri più rilevanza nei programmi, nella cabina di regia e nelle candidature? O che almeno gli garantisca che non ci sia nel progetto di De Magistris alcuna forza critica dell’Unione Europea e che lavori per la rottura dei trattati? E De Magistris come la prenderà?

Una fortuna, poter guardare tutto ciò da lontano…

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3 Commenti


  • Daniele

    Gli errori, gravissimi, di Rifondazione di avere abbandonato Potere al Popolo, oltretutto con un articolo di Ferrero sul Fatto Quotidiano, testimoniano la miopia di una dirigenza pseudo comunista e molto accecata da idee ormai morte e mai risorte, cadranno sulla loro testa molto presto, mi dispiace, e molto, per le difficoltà in cui hanno lasciato Potere al Popolo; per quanto riguarda il “buon Yanis” ho sempre pensato tutto il peggio di lui, come parolaio e tronista.


  • Simona Ferlini, DIEM25

    Varoufakis dice una cosa talmente semplice fa essere banale: ci siamo imbarcati nelle elezioni non per mandare qualcuno in Parlamento, ma per portare alle urne il nostro progetto, che è di ribaltare l’Europa come un calzino, ma per salvarla, e con proposte realizzabili da subito, senza l’alibi della rottura dei trattati – proposte che sono un insieme coerente, che comprende abolizione del fiscal compact, reddito incondizionato (dividendo universale), patto europeo per il lavoro per porre fine al dumping salariale, lavoro garantito e libero, investimenti nell”economia verde, ecc.

    Se questo è lo scopo, è evidente che con chi ci sta a portare avanti queste proposte, ci alleiamo anche domattina, e invece non ha nessun senso farlo con chi non ci sta, e vuole la rottura dei trattati, o la prosecuzione dell’Europa austeritaria che conosciamo.

    Con De Magistris avevamo effettivamente lanciato insieme, il 10 marzo, il nostro (e all’epoca anche suo) progetto di lista transnazionale. Poi però De Magistris ha scelto di dare la priorità all’unità della sinistra, che significa cercsre di tenere insieme parti diverse (e divergenti), come l’anima europeista e antieuropeista.
    Noi invece privilegiamo gli obiettivi per i quali vogliamo andare alle elezioni, e la coerenza.

    Per cui, sì: siamo incompatibili con una coalizione che comprenda una qualche “forza critica dell’Unione Europea e che lavori per la rottura dei trattati”, per la contrsdizion che nol consente. Una coalizione così significa soltanto cucire assieme proposte che vanno in direzioni diverse, e una sommatoria di forze divergenti è una cosa già vista, che non serve a nessuno e non fa bene alla credibilità di nessuno.

    Simona Ferlini, DIEM25


  • Agostino

    C’è bisogno di dire, a chiare lettere, quale sviluppo economico vuole portare avanti la sinistra e Diem25, e quindi costruire le alleanze. Spero che si possano realizzare le Partecipazioni Democratiche, figlie delle Partecipazioni Statali. Già un paio di anni fa Amato, il dott.sottile, ebbe a dire, che era meglio se avessero conservato le Partecipazioni Statali perché la loro privatizzazione non ha fermato il debito pubblico. Il progetto di Diem25 è molto importante, cambiare le regole di questa UE che va a solo ed esclusivo vantaggio dei poteri forti. Mi auguro che non ci si perda in chiacchiere speculari per avere dei guadagni minimi. Vedo bene un soggetto politico unitario fra Diem25 e Potere al Popolo, se poi il fronte della sinistra si allarga, tanto meglio!

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