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Pomigliano. Quando i lavoratori chiamano, Potere al Popolo risponde!

Nei giorni scorsi ci era arrivata la segnalazione dei lavoratori dipendenti di Stellantis Service, che rischiano la cessione di ramo d’azienda. Li abbiamo subito incontrati per sostenerli, raccontando a tutti della loro assurda vicenda: un gruppo di soli 28 lavoratori su 200 soggetti al provvedimento di ricollocazione, che, a differenza dei colleghi di Torino e di altri della stessa sede di Pomigliano, rischiano di trovarsi a lavorare alle dipendenze di un provider esterno, con sede alle Bermuda.

Il rischio è che, una volta terminata la commessa, nel giro di 12/24 mesi, siano licenziati.

Nella giornata di ieri si è svolto un primo incontro tra le parti aziendali e Potere al Popolo, con il supporto dell’assemblea Potere al Popolo – Area Nolana Vesuviana, ha partecipato al fianco di questi lavatori e lavoratrici allo sciopero di 4 ore indetto dalle RSA.

Le stesse RSA che in questi giorni hanno cercato di dare visibilità alla vicenda attraverso i media, da quelli locali fino alle istituzioni, con interrogazioni parlamentari.

Molto poco delle rivendicazioni dei lavoratori è venuto fuori nei montaggi già trasmessi dai giornali regionali, come la discriminazione che subiscono rispetto ai colleghi di Torino, il tentativo di Stellantis di risolvere la questione della “riduzione dei costi” attraverso dei tagli immotivati, dato l’aumento di produttività registrato negli ultimi 3 anni, in cui l’80% delle ore di contratto vengono svolte in smart working, riducendo i consumi energetici e di mezzi che il lavoro in presenza avrebbe richiesto.

È la modalità classica di queste grandi aziende, con migliaia di lavoratori e commesse presso le grandi industrie metalmeccaniche, che hanno preso tutti gli aiuti possibili dallo Stato, e hanno avuto la possibilità di lavarsi le mani, e la faccia, dei licenziamenti che già si prospettano tra 12/24 mesi, quando la commessa del provider esterno di cui diventeranno dipendenti sarà terminata, non offendo l’azienda estera nessuna garanzia futura.

Noi stessi non abbiamo potuto filmare i racconti, soprattutto, delle lavoratrici che non hanno voluto farsi riprendere. Sono le storie delle famiglie di Pomigliano, della provincia e della regione tutta.

Famiglie con più bambini (alla faccia degli ‘Stati Generali sulla natalità’), famiglie in alcuni casi monoreddito, genitori single, lavoratori che, nonostante questo non hanno problemi a cambiare città pur di mantenere il loro lavoro e poter continuare a svolgere mansioni per le quali hanno sviluppato competenze e professionalità all’interno di quest’azienda, nel corso di 20 e, qualcun altro, anche 30 anni.

Nonostante questo, vedono riservarsi dalle stesse Stellantis e FCA un futuro precario, in cui sono già tagliati fuori dal mercato del lavoro, così com’è oggi, in cui “si sentono troppo giovani per pre/pensionamento e troppo vecchi per sviluppare nuove competenze”.

Così mentre con la loro efficienza e con il loro tempo i lavoratori hanno aumentato produttività e profitti di Stellantis, l’azienda impoverisce le famiglie, e quindi il nostro territorio, con cessioni e licenziamenti.

Questi 28 lavoratori e lavoratrici di Stellantis, come quelli di FCA, sono i lavoratori e le lavoratrici di tutto il paese, le famiglie di questo territorio sono le famiglie di tutto il paese. Un paese che dimostra più che mai la necessità di organizzarsi già dai livelli territoriali, della lotta e della solidarietà.

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