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Palestina. La violenza non è bella, ma ai pacifisti è andata male lo stesso

I palestinesi sbagliano ad appoggiare la Resistenza armata“, dicono i palestinesologi della domenica.

Ci provano da anni, i palestinesi, con la resistenza non violenta e con le manifestazioni pacifiche.

Gli israeliani hanno massacrato pure i pacifisti.

A Gaza nel marzo 2018 si tenne la ‘Grande Marcia del Ritorno’ per chiedere il diritto degli esuli al ritorno in patria e agli Usa di non spostare l’ambasciata a Gerusalemme.

I cecchini israeliani uccisero 223 persone disarmate tra cui bambini, medici soccorritori e giornalisti.

Per quella manifestazione fu scelto il mese di marzo per ricordare le vittime del 30 marzo 1976 quando, durante la Giornata della Terra, furono uccisi sei pacifisti palestinesi che protestavano contro il continuo furto di terre e le costruzioni illegali dei coloni

Nel 2008, in una cittadina della Cisgiordania, pacifiche famiglie iniziarono a riunirsi una volta alla settimana per protestare contro le confische dei loro terreni.

Smisero di manifestare dopo che un cecchino dell’esercito israeliano uccise un uomo e un bambino di 10 anni.

Ai pacifisti internazionali non è andata meglio.

Nel 2010, gli attivisti della flottiglia Freedom Marmara tentarono di portare aiuti umanitari a Gaza stremata dall’assedio.

Nonostante fossero in acque internazionali, dove Israele non avesse alcun diritto, la marina israeliana raggiunse i pacifisti addirittura con una nave da guerra che aprì il fuoco contro persone inermi uccidendone 10.

La flottiglia era composta da 600 pacifisti di 40 nazioni: turchi, israeliani, parlamentari tedeschi e irlandesi, giornalisti, scrittori svedesi.

Il vile attacco fece indignare mezzo mondo. E cosa fa Israele quando le notizie di massacri varcano i suoi confini? Quello che ha sempre fatto: spalleggiato dalla stampa occidentale razzista e colonialista spara balle clamorose per placare l’opinione pubblica. Quando la verità verrà a galla la notizia non avrà risalto sui media e l’opinione pubblica avrà altro da pensare.

Quel caso fu da manuale: dissero che nelle stive delle navi dei pacifisti c’era una quantità enorme di armi destinata ai “terroristi palestinesi“. “Ah, allora non sono pacifisti! Qui le cose cambiano“, dicevano in tv gli stessi giornalisti che sproloquiano adesso.

Non è finita: il governo israeliano ebbe il coraggio di strumentalizzare la tragedia dell’Olocausto affermando di essere in possesso di una registrazione audio in cui i pacifisti provocavano i militari israeliani con una frase shock: “Tornate ad Auschwitz“.

Terribile, i pacifisti sono delle bestie” si disse allora.

Come confermarono anni dopo le indagini di vari paesi, prima fra tutti l’Inghilterra, nelle navi dei pacifisti non c’erano armi ma cibi e medicinali e nessuno di loro aveva osato dire simili sconcezze sull’Olocausto.

I palestinesi hanno provato a mettere i fiori nei loro cannoni, sono stati presi a cannonate.

Potrei continuare con altri massacri di pacifisti palestinesi avvenuti nel 1987, ’89, ’93, ’97, 2001, lo scorso anno, ma non vorrei essere annoverato da X/Twitter come l’autore del thread più lungo della storia.

Buona serata.

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