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“Il patriarcato non esiste”, parola di Marcello Veneziani

La conferma che la causa dei tantissimi femminicidi che si consumano, ogni anno e sempre più frequentemente, nel nostro paese, risiede proprio nel patriarcato (in crisi, per ciò stesso, ancora più feroce) ci viene dalle sconcertanti parole dell'”intellettuale di destra“, Marcello Veneziani.

Secondo il ministero dell’Interno, fino ad oggi, nel 2023 sono stati registrati 295 omicidi, con 106 vittime donne, e di queste 87 uccise in ambito familiare o affettivo, con 55 di loro che hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Non ho i dati aggiornati dei “maschicidi”, ma ricordo di aver letto che la media degli ultimi tre anni si aggira intorno agli 8 – 10 casi, in rapporto, dunque, di 1 a 10.

È evidente che si tratti di un strage continuata ai danni di donne da parte di uomini e che ogni fumoso tentativo di sminuire e/o dis-conoscere un fenomeno drammatico di queste dimensioni, va a sbattere contro questi tragici numeri sui quali, in tutta evidenza, c’è poco da divagare.

E tuttavia il Veneziani – vero intellettuale de destra – non sapendo che altro dire, nel maldestro tentativo di buttarla in caciara, platealmente, si tradisce.

E scrive: “È frutto del presente, della fragilità, dipendenza, solitudine e insicurezza dei ragazzi e degli adulti di oggi: il mondo crolla loro addosso se si sentono abbandonati. Incapaci di vivere senza di lei.” . Voce dal sen fuggita…

L’attenzione si sposta dalle vittime ai carnefici verso i quali il Veneziani esprime un sentimento di profonda compassione defininendoli “poveri ragazzi ed adulti, fragili, dipendenti, insicuri, abbandonati“.

È un punto di vista asimmetrico, perfettamente maschio-centrico, che mostra attenzione e comprensione per i carnefici (uomini-come-lui) piuttosto che per le vittime (donne-altro-da-lui).

Loro, i maschi, poveracci, ingiustamente abbandonati, “non sanno vivere senza di lei”. Quale mostruosità lasciarli soli, così “fragili ed insicuri“.

D’altronde, si sa quanto “le donne sanno essere più cattive di quanto pensiamo“. No?

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6 Commenti


  • Manlio Padovan

    Non ho ancora letto l’articoolo, ma non posso non rivendicare una realtà realmente reale…e fascista: da mona insomma!
    Infatti l’assassinio di Ipazia nacque dalla debolezza di Cirillo…oggi santo.


  • . Binazzi Sergio

    io penso che veneziani sia un intellettuale del cazzo , come ora hanno focalizzato il termine patriarcato come frase da dare in pasto al popolo. dal covid in avanti si sono dati tutte queste parolone per rincoglionire sempre di più la gente, parole delle quali forse neppure chi le pronuncia ne conosce il senso preciso. per i femminicidi purtroppo credo sia frutto di una mentalità che si trascina da tanto tempo purtroppo. queste persone non sono vittime ma carnefici e soprattutto nella destra parlano tanto ma in fondo ne condividono la triste cultura, se è giusto definirla tale, non credo proprio.


  • Sergio

    per il pensiero di destra non è mai colpa della società, (cosa può mai fare un governo? di fronte alla guerra: niente, “ci sono ragioni più grosse”; contro la povertà niente: no si abolisce per decreto; contro le morti sul lavoro: niente, sono disgrazie ecc) di quello che produce, di come avanza giorno dopo giorno e di cosa costruisce ma è colpa dell’eterna lotta del bene contro il male, che c’è sempre stata e sempre ci sarà, (tolkien?); è nella “natura delle cose”…sognano insomma un mondo immobile, e lottano furiosamente perché resti tale


  • Roberto Mazzaferri

    L’assassinio di Ipazia fu un omicidio perpetuato da cristiani in nome di Cristo (certamente una bestemmia). La ‘polverina’ femminista piace molto ai teologi di destra e di sinistra.


  • Yuri

    Caro Sergio, non capisco perché il femminicidio sia una strage quando muoiono quasi due uomini ogni vittima donna.
    Se gli assassini sono sopratutto uomini, è discriminatorio incolpare o disconoscere la maggioranza delle vittime (uomini) solo perché condividono determinate caratteristiche biologiche. “Le vittime di sesso maschile non sono una strage anche se sono più numerose perché tali persone hanno lo stesso tipo di apparato riproduttivo”? Questa a me sembra discriminazione sessista, e sono convinto che la pensano così tutte le persone, uomini o donne che credono che ogni vita vada rispettata e ogni crimine combattuto. Non vedo perché la madre di un figlio maschio, la sorella di un ragazzo, la figlia di un padre e un nonno dovrebbero essere sollevate al pensare che la persona che amavano sia stata uccisa da qualcuno dello stesso sesso.
    Il patriarcato non dovrebbe essere quella società conservatrice e tradizionale che distingue irrigidisce i ruoli privando le donne di molte libertà (le tiene sotto controllo relegandole in casa, con il velo, facendole dipendere dal capo famiglia etc) e di conseguenza assegnando la loro protezione agli uomini della famiglia e in generale agli uomini della società? (Che devono quindi fare lavori pericolosi come poliziotti e vigili del fuoco, andare in guerra, sventare le aggressioni etc.) non ti pare che, paradossalmente, il considerare strage solo la morte di vittime donne e ignorare le vittime di sesso maschile sia un palese esempio di mentalità patriarcale?
    Finché le persone più sensibili all’uguaglianza, ai diritti e all’inclusività continueranno a ragionare in maniera discriminatoria (spero inconsapevolmente) le destre populiste avranno gioco facile a dipingere gli intellettuali di sinistra come allarmistici e faziosi.


    • Redazione Contropiano

      Da dove trai questi dati stupefacenti? il resto sono considerazione che sarebbero ovvie, forse, se fossero reali… ma non risulta a nessuno.

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