Menu

L’imperialismo con cui fare i conti. Sabato e domenica ne discutiamo a Roma

Sabato e domenica prossimi, la Rete dei Comunisti ha chiamato a discutere a Roma in un forum le caratteristiche che è venuto assumendo l’imperialismo nel XXI Secolo. Un momento di discussione e approfondimento organizzato su due mattinate di lavoro per poi lasciare spazio alla manifestazione di sabato pomeriggio che ricorderà la vittoria sul nazifascismo.

Questo forum dedicato all’imperialismo e al suo carattere predatorio, segue di tre anni quello su “Il Giardino a la Jungla” che aveva esaminato e discusso quella che è stata definita come la “frammentazione del mercato mondiale” e le sue conseguenze.

I lavori si svolgeranno sabato mattina al centro congressi Forma Spazi (via Cavour 181) e domenica mattina presso il cinema Aquila (via L’Aquila 66). E’ prevista la diretta sul canale Youtube della Rete dei Comunisti.

Alla discussione porteranno i loro contributi sia i militanti della RdC che di altre organizzazioni sia studiosi marxisti.

Al momento sono stati confermate le relazioni e gli interventi di Leonardo Bargigli, Giorgio Brera, Gianmaria Brunazzi, Sergio Cararo, Guglielmo Carchedi, Mauro Casadio, Giorgio Cremaschi, Michele Franco, Giorgio Gattei, Vladimiro Giacchè, Filippo Matrisciano, Bruno Papale, Francesco Piccioni, Chiara Pollio, Franco Russo, Bruno Steri, Walter Tucci, Luciano Vasapollo.

In sala saranno resi disponibili come documentazione anche i contributi di David Harvey, Guglielmo Carchedi e M. Roberts, Stepehen Walt e Chen Wenxin che sono stati già pubblicati su Contropiano.

Il documento preparatorio del forum scrive che “La sconfitta statunitense in questi anni non è avvenuta sul piano militare ma su quello economico e politico, facendo emergere i limiti della egemonia USA, attraverso i quali si intravvedono quelli generali del Modo di Produzione Capitalista esplosi successivamente con la seconda presidenza Trump, dove l’impossibilità della crescita ha prodotto sia la frammentazione del mercato mondiale che il ricorso alla guerra.

Siamo passati nell’arco di un ventennio dalla “impetuosa” crescita liberista a politiche di pura rapina rivolte non solo verso i paesi del sud del mondo, come è sempre stato fatto, ma a spese di paesi anch’essi capitalisti o imperialisti, vedi la politica dei dazi”.

In un altro passaggio il documento precisa che il problema degli Stati Uniti non è Trump o non è solo Trump, è tutto un processo andati avanti dal dopoguerra a oggi che comincia a “battere in testa”, producendo non solo competizione e conflittualità con i paesi “nemici” (Cina, Iran etc.) ma anche con i vecchi alleati, in particolare con i paesi europei.

“Insomma il paese egemone che aveva trainato il blocco imperialista dominante dalla fine della seconda guerra mondiale, composto sostanzialmente dall’Euroatlantismo e supportato da Giappone, Canada, Australia, Corea, petromonarchie del Golfo etc. viene destrutturato dalla impossibilità di una crescita condivisa dei profitti producendo delle fratture interne.

In questa dinamica va collocata la contraddizione, per molti versi inaspettata, tra USA e UE che oggi procede verso un salto di qualità che avrà effetti finanziari ed economici ma anche sociali e politici. E’ esattamente con questo salto che oggi siamo concretamente, e non solo per via analitica, chiamati a fare i conti”.

E’ una discussione di estrema importanza, con moltissime sfaccettature e fattori da prendere in esame e da connettere tra loro. Utili per comprendere in quale fase della lotta di classe ci troviamo ad agire, nel nostro paese e nel mondo.

Ci vediamo sabato e domenica per discuterne.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *