Un drone finito fuori traiettoria o forse deviato è precipitato su un edificio residenziale nella cittadina di Galati in Romania, provocando un incendio e ferendo due persone. Il fatto è avvenuto durante un attacco russo con i droni sull’Ucraina nella regione di Odessa. La cittadina romena di Galați si trova non lontano da quella zona.
La Romania, almeno per ora, non ha richiesto l’attivazione dell’articolo 42.7 del Trattato dell’Unione europea, cioè quello sulla difesa reciproca né l’art. 5 della Nato.
Bucarest ha dichiarato “persona non gradita” il console russo in Romania, con conseguente chiusura del consolato a Costanza, mentre l’ambasciatore russo è stato convocato dal ministero degli esteri a Bucarest.
Il Consiglio supremo di difesa nazionale rumeno, si è riunito “per discutere le implicazioni del più grave incidente che abbia colpito il territorio nazionale dall’inizio della guerra di aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente della Romania Nicusor Dan, ovvero l’uomo imposto al potere da Bruxelles a Bucarest al termine di una campagna elettorale estremamente controversa e caratterizzata dalle ingerenze della Ue sulle elezioni. Tanto è vero che il governo “europeista” imposto alla Romania proprio recentemente è andato in crisi.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha assicurato la piena solidarietà della Nato ed espresso vicinanza alle persone ferite nell’incidente. “Ho ribadito che la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato”, ha riferito Rutte su X. “Continueremo a rafforzare la nostra prontezza operativa per scoraggiare e contrastare qualsiasi minaccia, comprese quelle rappresentate dai droni”, ha sottolineato Rutte, ribadendo che “il comportamento irresponsabile della Russia rappresenta un pericolo per tutti noi”.
Anche la presidente della Commissione europea Von der Leyen ha alzato i toni affermando che “La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite”.
Dalla Russia hanno fatto sapere che le contromisure non tarderanno ad arrivare. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha commentato che “Gli occidentali hanno bisogno del clamore mediatico suscitato dal drone in Romania per distogliere l’attenzione dall’omicidio dei bambini di Starobilsk per mano di Zelensky, commesso con fondi e sostegno dell’Ue e, come ormai è chiaro, per giustificare la chiusura del Consolato generale russo a Costanza”
Il Cremlino ha dichiarato che la Russia è pronta a condurre un’indagine obiettiva sul drone caduto in Romania se le verranno consegnati i resti del velivolo, ricordando che in passato “droni ucraini sono entrati in diversi Paesi e la prima reazione è sempre stata “i russi stanno attaccando”. Il riferimento va a quanto accaduto in un paio di occasioni in Polonia e più recentemente nei paesi Baltici.
Fin qui i fatti e le prime reazioni dei più diretti interessati sul campo.
In Italia invece per tutta la giornata di ieri è stato un tambureggiare dei sostenitori della guerra contro la Russia.
Dalle redazioni di giornali e telegiornali più guerrafondai, abbiamo potuto ascoltare dichiarazioni che sostanzialmente definivano quanto avvenuto a Galati quasi come il casus belli da cui “cogliere l’occasione” per una escalation verso la Russia.
Abbiamo sentito con le nostre orecchie a La 7 la corrispondente de La Repubblica Lietta Tornabuoni affermare “siamo in guerra con la Russia ormai dobbiamo saperlo”, detto con una inquietante nonchalance.
Il governo Meloni intanto invierà altri 100 militari italiani in Romania. Entro metà giugno partirà infatti una missione che coinvolgerà circa cento militari dell’ Aeronautica Militare, destinati alla base di Mihail Kog Iniceanu, nei pressi di Costanza. L’operazione, che era già pianificata da tempo ma finora era rimasta riservata, assume ora un significato politico e strategico diverso.
Il partito dei “volenterosi guerrafondai” in Italia continua così a sfruttare ogni incidente sul campo per trascinare il paese verso l’escalation militare contro la Russia.
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