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Genova. Procede la privatizzazione a puntate dell’Amt

Con sprezzo del ridicolo, l’assessora comunale ai trasporti del Comune di Genova Dagnino ha annunciato l’esternalizzazione di 21 linee di trasporto pubblico sostenendo che non ci saranno ripercussioni negative né sui lavoratori né sugli utenti.
Le linee vengono definite collinari come a indicare che si tratta di linee minori o periferiche. In realtà, come sa bene chi conosce Genova, questa distinzione tra linee collinari e centrali è assolutamente fuorviante.
Dalle due principali valli interne e dalle colline si riversano ogni giorno in centro migliaia di cittadini e lavoratori che intaseranno il traffico con mezzi propri o saranno costretti a utilizzare linee private.
L’assessore però non si compone e annuncia che l’esternalizzazione è stata concordata con i sindacati (che tra l’altro non muovono un dito per contestare), che non ci saranno variazioni di stipendio per i lavoratori, che il biglietto non verrà variato e che le ditte appaltatrici porteranno in dote nuovi mezzi.
Insomma, un successo della Giunta Doria che risparmierà riducendo i debiti della ditta pubblica di trasporti.
Che ci sia qualcosa di strano però non viene in mente a nessuno, neppure a Cgil, Cisl, Uil e Faisa che concordano con l’assessora (anche se  continuano a mentire ai lavoratori dicendo di essere contro la privatizzazione) e neppure a quella parte di sinistra cittadina che difende a spada tratta la giunta.
Se le linee collinari sono in perdita, non si capisce perché i privati le acquistino in appalto lasciando tra l’altro inalterato il costo del lavoro, la tariffa per i cittadini e regalino alla collettività nuovi mezzi. L’unica possibilità è che si tratti di maghi o di benefattori. In realtà dovrebbe essere chiaro che i privati (per natura) sanno di guadagnarci e mettono le mani sugli appalti in attesa della svendita dell’azienda. Chiunque sia un minimo accorto sa che si verificherà una diminuzione dello stipendio, verranno tagliate le corse o si aumenterà il prezzo del biglietto. Cose tra l’altro già successe in occasione di altre linee affidate agli appalti (come il Volabus che collega il centro con l’Aeroporto di Genova dove il prezzo è triplicato e il servizio è scadente).
Già impegnato a privatizzare AMIU (l’azienda di rifiuti pubblica), nonostante il voto negativo dei lavoratori sul contratto , la Giunta Doria sigla l’ennesimo tradimento dei lavoratori e dei cittadini avviando la privatizzazione mascherata di AMT. Il tutto con l’assenso dei sindacati confederali e autonomi (la triplice con la FAISA) che fin dall’inizio avevano ingannato i lavoratori tradendo la grande lotta contro le privatizzazioni (le 5 giornate di sciopero e mobilitazione del 2013 ) con accordi farsa e incontri sottobanco per gestire la svendita dell’azienda.
Il loro silenzio assordante è la conferma di quel patto siglato da Renzi con il Sindaco Doria e avallato dai sindacati verso la riproposizione del patto del centrosinistra nelle elezioni del 2017. Un patto in cui il PD, la peggior sinistra genovese (la lista Doria, Rete a Sinistra, SEL e altre associazioni) e il sindacato pensano sia il caso di replicare una esperienza in cui a perdere sono i lavoratori e i cittadini schiacciati da norme europee, direttive nazionali del PD e da quel Decreto Madia sulle partecipate la cui applicazione mostra subito i suoi frutti avvelenati.
A tutto questo si risponde con l’azione sindacale di base che deve essere sempre più forte e con la costruzione di una sinistra di classe che recuperi il rapporto con i lavoratori e smascheri la falsa alternativa di sinistra che in questi anni a Genova ha mostrato tutta la sua inconsistenza.

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