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Diritto all’acqua pubblica e azione della Gori a Torre del Greco

10 anni dopo il Referendum tenutosi nel giugno del 2011 l’acqua non è ancora un bene comune.

Nel Referendum si chiedeva se abrogare o meno l’articolo 23bis della legge 133 del 2009 la cosiddetta “Legge Ronchi” e il comma 1 dell’articolo 154 della legge 152/2006.

Gli italiani con il loro “sì” hanno deciso di abrogarle, le modifiche da apportare dovevano essere gestione dei servizi idrici a Enti locali, gli enti devono affidare i servizi a un gestore unico ossia le Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO) per la nostra città dovrebbe occuparsi l’ente d’ambito Napoli 3, ma come tutti sappiamo la gestione è affidata alla GORI, un ente privato e non pubblico.

Un ulteriore modifica doveva essere la cancellazione della remunerazione del capitale investito, pari al 7%, dalle nostre bollette invece è solo cambiata la voce e la percentuale varia a seconda del mercato.

È come se questo Referendum non fosse mai esistito, si voleva evitare la mercificazione dei servizi idrici invece a guadagnarci sono grandi aziende e multinazionali dell’acqua che gestiscono acquedotti, fognature e depuratori.

Come dicono le Nazioni Unite, l’acqua è un nostro diritto essenziale al pieno godimento della vita quindi i servizi idrici devono rimanere a basso prezzo per garantirne l’accesso a tutta la popolazione ed essere gestiti esclusivamente da società o enti pubblici.

Nel 2007 con una raccolta firme che ha ottenuto ben 400mila firme, si prevedeva di liquidare gli azionisti privati e trasformare la natura di tutte le società, attualmente di diritto privato, in enti di diritto pubblico in modo da non esserci più società private o miste.

Questa raccolta firme si è trasformata in un disegno di legge che purtroppo è bloccato dal 2018 in commissione Ambiente, tra gli obiettivi di questa legge ci sono: sottrarre all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) le competenze sul servizio idrico e riportarle al ministero dell’Ambiente, investire per ridurre le perdite nelle reti idriche, agire contro il dissesto idrogeologico.

Una questione importante nella nostra città – Torre del Greco – riguarda anche i depuratori, non funzionanti ma comunque ne paghiamo le spese. Nel febbraio del 2020 la Gori ha presentato un progetto per rendere balneabile il nostro litorale, il progetto prevede il collettamento delle acque reflue di Torre del Greco all’impianto di depurazione di Foce Sarno a Castellammare.

È stato previsto un primo tratto che si sviluppa dall’impianto di depurazione di San Giuseppe alle Paludi e Villa Inglese, che sarà realizzato con due condotte sottomarine parallele alla linea di costa.

Il secondo tratto, invece, è costituito da un collettore realizzato in parte con tecniche tradizionali e in parte con tecnologie ”microtunneling”, che va dall’impianto di Villa Inglese fino al collettore in galleria di Torre Annunziata, tributario dell’impianto di depurazione comprensoriale di Foce Sarno, già adeguato a ricevere le maggiori portate.

Il progetto delle condotte sottomarine dovrebbe essere consegnato alla città nel maggio 2023, come sempre i lavori procedono a rilento. Considerando che la città di Torre del Greco è già collegata al gallerione di Torre Annunziata, ma mancano le condotte che portano al gallerione stesso.

La zona di Leopardi è già collegata al gallerione e scarica le fogne nell’impianto di Foce Sarno, è un progetto che potrebbe benissimo rispettare i tempi invece se la prendono con comodità ed è un altro bene di cui potremmo usufruire in meno di due anni che al contrario chissà quando ne potremmo godere.

Visto che sulla nostra bolletta ci sono voci che non dovremmo pagare cerchiamo almeno di ridurre i consumi dell’acqua e un modo per farlo sono le case dell’acqua. Le case dell’acqua sono punti di distribuzione dell’acqua potabile. Si tratta di strutture collegate all’acquedotto locale che permettono di prelevare acqua da bere, refrigerandola e/o aggiungendo anidride carbonica per renderla frizzante.

Il servizio base è pubblico e gratuito, ma in alcuni comuni è previsto un costo per l’acqua frizzante (di solito entro i 5 centesimi a litro). L’acqua dei chioschi può inoltre essere sottoposta a leggeri trattamenti di affinamento, per ridurre la durezza o la quantità di cloro. È importante sottolineare che non si tratta di interventi di potabilizzazione.

I vantaggi delle case dell’acqua contribuiscono ad aumentare la fiducia nei confronti dell’acqua potabile d’acquedotto, ma riguardano anche il risparmio economico pur quando è previsto un pagamento per la gassatura il prezzo è molto contenuto; personalizzazione dell’acqua, alcuni chioschi consentono di scegliere anche il livello di effervescenza, oltre alla temperatura di servizio; sostenibilità ambientale, il consumo di acqua alla spina a chilometro zero abbatte drasticamente il volume dei rifiuti, facilitando la raccolta differenziata.

Però quando si usano le case dell’acqua è bene ricordarsi di non fare scorte e consumare l’acqua prelevata nell’arco di 48 ore;conservare l’acqua in frigorifero, o comunque al riparo da luce e da fonti di calore;preferire le bottiglie di vetro a quelle in PET, avendo cura di lavarle periodicamente con acqua e sapone e sciacquarle con cura.

Le case dell’acqua a Torre del Greco sono situate al Parcheggio Bottazzi, viale Sardegna; 100 fontane; complesso la Salle.

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