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Baronissi (SA). Le tolgono il reddito di cittadinanza, tenta il suicidio

Nullafacenti, parassiti, peso per la società“. Sono questi alcuni termini usati verso chi ha percepito nei mesi il reddito di cittadinanza.

Quella avviata dal governo e da quasi tutto l’arco parlamentare è stata una campagna comunicativa d’odio senza precedenti verso i ceti popolari della popolazione e che ha oscurato la realtà dei fatti. Una campagna che ha portato all’eliminazione di una misura sociale importante.

Ad Anna (nome di fantasia) hanno tolto il reddito. Non sapendo come arrivare a fine mese, Anna decide che l’unica via possibile è togliersi la vita. È successo a Baronissi, in provincia di Salerno, in questi giorni. Non ci è riuscita, ma ci stava riuscendo.

Il reddito di cittadinanza, nonostante sia una misura parziale per come è stata applicata, ha ridato la dignità a migliaia di persone in tutta Italia e permesso di accedere ai beni di prima necessità senza dover elemosinare.

Il reddito è anche uno strumento per combattere il ricatto quotidiano a cui si è sottoposti sui posti di lavoro e da parte di chi si arricchisce sulle spalle di chi non ha nulla e viva la subalternità del bisogno.

Il reddito va reintrodotto. Senza se e senza ma. Affinché storie come quella di Anna non si ripetano.

La vicenda di Anna grida infine con forza la necessità di una legge che, introducendo un salario minimo di 10 euro orari adeguato all’inflazione reale, restituisca dignità e abbatta lo sfruttamento padronale che è fonte di povertà, disperazione e morte.

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1 Commento


  • Paolo

    povera “Anna” un pensiero di conforto per lei…vittima della cattiveria della gente invidiosa e stupida, vittima dell’ignoranza e della cattiveria dei potenti. un abbraccio Anna <3

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