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Bologna. Essere giovani in questo paese: fannulloni o untori?

La retorica sulle giovani generazioni si spreca. O ci accusano di non aver voglia di lavorare con contratti da fame o ci accusano di essere la causa dei contagi.

Nel frattempo, da quasi un anno e mezzo migliaia di posti di lavoro in ogni regione sono rimasti aperti in deroga, i trasporti pubblici viaggiano come carri bestiame e le scuole non sono mai state nelle condizioni di funzionare a regime regolare.

La realtà é che siamo una generazione a cui hanno tolto il futuro e a cui cercano pure di addossare la colpa dei contagi. La realtà é che ieri a Bologna, a volersi vaccinare all’open day organizzato dall’Ausl c’era una folla di giovani, gli stessi criminalizzati incessantemente da servizi giornalistici scandalistici e da una politica che da marzo dell’anno scorso è alla continua ricerca del capro espiatore.

Questa è la gestione vaccinale della Regione Emilia Romagna e di Bologna? Far litigare la gente per una dose di vaccino? Dichiarando dei numeri e poi tirandone fuori ben altri vedendo le file arrivare fino a via Stalingrado?

Ora è il momento del gioco delle tre carte: la politica locale (vedi Merola, sereno di essere a fine mandato, e Bonaccini gongolante come al solito sui social) copre l’Ausl, quella nazionale se ne lava altamente le mani raccontando in conferenze stampa addomesticate i fasti della fenomenale gestione della pandemia.

Se l’avvio della campagna vaccinale in tutta Europa è stato occasione di imbarazzo di fronte al mondo intero, se sui brevetti e sui contratti è in corso una gestione indecente voluta da tutte le potenze economiche occidentali, se l’Italia ha dato il peggio di sé nei mesi scorsi, la scena vista ieri a Bologna è la ciliegina sulla torta di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Si allarga ogni giorno di più la distanza tra una classe dirigente chiusa nella propria bolla e fasce di popolazione ormai allo stremo.

* Portavoce nazionale di Potere al Popolo

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Si aprono i vaccini ai quarantenni. Ma i quarantenni vengono avvertiti da Bonaccini che è meglio non prenotarsi perché devono ancora finire altre categorie.

Da domani i trentenni si possono prenotare in tutta Italia, tranne in Emilia Romagna dove potranno prenotare solo dopo un’altra settimana.

Oggi però c’è l’open day in cui possono andare tutti quelli che non hanno già una prenotazione, salvo poi stupirsi che si formano code e resse fin dalla notte.

La Regione di Bonaccini e l’AUSL di Bordoni da mesi si vantano di una grande efficienza che non c’è. Non c’è stata nelle strutture per anziani, non c’è stata nel numero di morti (siamo secondi solo alla Lombardia) e non c’è neanche per questa campagna vaccinale. Continuano a cambiare le priorità a seconda della lobby più forte al momento. Continuano a cambiare le indicazioni alla cittadinanza. Regione e AUSL condividono le responsabilità e continuano a fare muro a ogni richiesta di trasparenza. Da mesi sosteniamo che è necessario un tavolo di controllo popolare in cui partecipino operatori della sanità, forze sociali e istituzioni. Da mesi, con vari gradi di gentilezza, ci viene risposto che l’unico tavolo è quello tra istituzioni.

Fatichiamo a credere che l’open day di oggi sia stato, come dice Merola, una pura iniziativa dell’AUSL che voleva offrire un servizio in più ma non avrebbe pensato che ci sarebbe stata contesa per le 1200 dosi messe a disposizione, letteralmente, dalla sera alla mattina. Lo diciamo esplicitamente: ci sembra una maniera maldestra di risollevare l’immagine dopo che a livello regionale viene rinviata la vaccinazione di varie classi d’età. Una scusa di circostanza da parte del sindaco non è abbastanza. Serve chiarezza da parte dei decisori. E se non si è in grado di fare chiarezza, servono le dimissioni.

#Sanità #EmiliaRomagna #Bologna #Bonaccini #AUSL #OpenDay #Vaccino

Potere al Popolo Bologna

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