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Roma. Conferenza stampa a via Rasella, verso il 25 aprile a Porta San Paolo

Non sono tempi sereni questi. Decine di migliaia di persone sono state uccise dalla distruzione della sanità pubblica che non ha retto l’urto della pandemia. Milioni di persone si trovano in una condizione di grave difficoltà economica, di precarietà lavorativa e abitativa che aggravano i rischi del quotidiano, dalle scuole insicure al pericoloso sovraffollamento dei mezzi di trasporto, fino all’accettazione del ricatto tra salute e lavoro per riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena.

Questa situazione non ha un unico nome e cognome: porta la firma di tutti i governi, di tutti i colori, che si sono succeduti in questi anni e che oggi suggellano il governo di quel Draghi che in Europa ha perorato la linea dell’austerità (basti pensare al massacro sociale greco che tanto ha favorito l’avanzata delle destre) col chiaro intanto di spartirsi la torta del Next Generation EU per i propri interessi economici, lobbistici ed elettorali, lasciando gli ultimi nell’incertezza del futuro.

Il 25 aprile a Porta San Paolo faremo sentire il nostro risentimento e la nostra rabbia contro un governo di unità nazionale che vede seduti insieme Salvini, Berlusconi, Renzi, Di Maio, Letta e Speranza, uniti dalla ferma necessità di mantenere il potere pacificando il dissenso e le lotte, usando il distanziamento fisico richiesto dalla pandemia come occasione per approfondire il contenimento sociale, già perseguito in questi anni.

Diciamo basta perché per noi la Resistenza è un esercizio di liberazione quotidiano guidato da valori non negoziabili e non certo un liturgico e cortese ricordo di quanto fatto dalle partigiane e dai partigiani che dichiararono guerra all’oppressore nazifascista.

Oggi, per noi resistere è mantenere la coerenza di quell* per cui “Mai con Salvini” non era un grido negoziabile o di facciata e respingere la retorica di chi, ricattandoci col richiamo alla responsabilità individuale nella crisi sanitaria, continua ad erodere risorse e a mettere a rischio le nostre vite, come dimostra anche quanto accaduto nei giorni scorsi a San Didero contro il movimento NoTav.

Giovedì 22 aprile, dalle ore 11:00, percorrendo via Rasella spiegheremo insieme ad Ascanio Celestini perché è necessario essere presenti a Porta San Paolo il prossimo 25 aprile.

Una conferenza stampa e un esercizio di memoria allo stesso tempo, utile per il presente di una città e di un paese ferito dalla perdita di molte vite e fortemente colpito da un disagio sociale sempre più profondo.

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