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Design week: grande evento = grande sfruttamento

Ieri Potere al popolo Milano, insieme agli studenti di Cambiare Rotta, è andato in Brera, uno dei quartieri a più alto reddito della città dove in questi giorni si svolge la Design Week e il Fuori salone, a contestare il modello dei grandi eventi su cui si basa Milano.

Un modello, quello che va dal Salone del Mobile fino alle Olimpiadi, che viene spacciato come via d’uscita dalla pandemia e che invece serve solo ad arricchire ancora di più un manipolo di pochi ricchi, mentre nel proprio retrobottega nasconde tutto il marcio che rende questa città sempre più iniqua e diseguale: lavoro precario, paghe da fame, turni massacranti e morti sul lavoro, come un uomo di 64 anni che pochi giorni fa é morto cadendo da una scala mentre allestiva in Fiera.

Già oggi Milano può intestarsi il drammatico record di morti sul lavoro in Lombardia nel 2022.

Quella dei grandi eventi si dimostra ancora una volta una messa in scena in cui ci si riempie la bocca di rigenerazione, benessere e sostenibilità in una città in cui c’è benessere e sostenibilità solo per chi ha più di 60.000 euro di reddito.

In questo modello, quegli stessi giovani che vengono accusati quotidianamente a reti unificate  di non avere voglia di lavorare, sono condannati ad una condizione di precarietà e sfruttamento.

Abbiamo indicato come concreta alternativa che sia per la maggioranza del paese e non solo per pochi ricchi, quella del salario minimo di almeno 10 euro in un paese in cui 1 persona su 10 lavora ed è povera; salario minimo che non ci verrà regalato da una direttiva dell’UE vergognosa, una pura operazione pubblicitaria che di fatto non introduce il salario minimo non volendo disturbare troppo gli oligarchi nostrani abituati a speculare sui bassi salari.

Ci dicono che la priorità è riarmarci per far massacrare altri popoli e che in quest’ottica bisogna fare sacrifici, spostando risorse dalla spesa sociale a quella militare, mentre invece chi era già ricco prima della pandemia continua ad arricchirsi.

Questo succede anche a Milano dove pochi quartieri, come Brera e Pagano, hanno visto un aumento del proprio reddito già alto mentre le periferie sono sempre più povere; noi non vogliamo più fare sacrifici, né per la loro sporca guerra né per i loro profitti e sappiamo che un’alternativa di pace e giustizia sociale è possibile solo ripartendo da salari decenti e smettendo di investire risorse nella spesa militare.

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